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Col nipote di Lamberto Ariani, il nostro Luigi Cobisi e Laura Marini del RC Brunelleschi hanno condiviso il ricordo di una persona capace di grande slancio e concreta abilità organizzativa ma soprattutto di riconoscere negli altri – pur tra le mille asperità dei diversi caratteri – altrettante capacità che guidò nei diversi campi in cui si cimentò con passione. Se per Tommaso è soprattutto la figura di un nonno viaggiatore e volto a una dimensione internazionale che gli ha trasmesso come un dato della nostra epoca, Laura Marini ha ricordato la relazione magistrale che Lamberto Ariani lesse alla fine del suo anno da governatore nel 1977. I temi sono tutti ancora validi, a cominciare dall’apertura al Rotary di persone di ogni provenienza ed esperienza. Luigi Cobisi ha tracciato il percorso spesso accidentato della vita di Ariani, che egli ha affrontato con fede e coraggio fino all’ultimo dando esempio di integrità senza però rinunciare alle proprie opinioni. Lamberto Ariani - Trieste 14 aprile 1920 – Firenze 10 novembre 1999 – fu giovane avvocato dopo l’avventura da ufficiale nella campagna e nella terribile ritirata di Russia (1941-43) esperienza di condivisione con gli ultimi che ne segnò l’azione umanitaria per tutta la vita. Consigliere comunale (1946-51) poi Pretore onorario, si affermò come vero pioniere del turismo all’aria aperta e congressuale, i cui sviluppi ha legato alla città di Firenze, dapprima quale fondatore, segretario generale (1950-1977) presidente (1985-87) della Federazione Italiana del Campeggio, realizzandone tra l’altro la prestigiosa sede alle porte di Firenze e successivamente quale promotore e segretario generale (1966-1976) del Palazzo dei Congressi di Firenze del quale sovrintende ai lavori. Docente al corso di economia del turismo dell’Università di Gorizia mise al servizio dei giovani un’immensa esperienza di organizzatore sin da quando a Firenze, nel Parco delle Cascine (1950) portò migliaia di campeggiatori per il primo vero raduno turistico internazionale del tempo di pace e successivamente inaugurando i primi campeggi cittadini e l’Ostello della Gioventù.

Ospite della serata il dott. Francesco Zingoni che abbiamo potuto avere con noi via computer grazie all’ottimo servizio della piattaforma zoom. Il presidente ha perfino suonato la campana grazie ad un apposito filmato .
Neolaureato in Governo e Direzione d’Impresa con una tesi dal titolo “Financialisation e Agency Problem. Il ruolo degli investitori istituzionali nel rapporto di agenzia e le loro politiche di governance Evidenze alla luce dell’analisi di Azimut Holding”. Francesco è stato il nostro inviato al RYLA Internazionale, organizzato dal distretto 1660 (Francia) a cui appartiene il nostro Club contatto Paris La Défense Courbevoie grazie all’inossidabile Daniel Haumont. La modalità telematica ha favorito l’attenzione potendo proiettare su ciascun computer di casa le immagini che Francesco ha raccolto a Parigi. Il gruppo ryliano era di 9 persone, provenienti da 6 paesi (Francia, Belgio, Italia, Mauritania, Mali, India) e con i relatori si è concentrato con il tema dell’employability, capacità di cercare, ottenere e mantenere un lavoro. Per un laureato in economia è stato interessante vedere i metodi di analisi aziendale per analizzare sé stessi – ha detto Francesco – che ha esposto come sono stati affrontati forze, debolezze, minacce, opportunità con il metodo SWOT, le diverse attenzioni e strategie per parlare con reclutatori, interlocutori aziendali e anche in pubblico. Così come presentarsi su reti sociali come Linkedin. Tra i nostri soci (Spagli, Monaco, Cobisi, Cortigiani) è stato anche dibattuto con l’aiuto di Francesco Zingoni (sopra al centro davanti la Torre Eiffel con gli altri ryliani) il tema del curriculum che ha diverse opportunità ma anche molte difficoltà. I 45 minuti circa di spazio in rete sono volati. Abbiamo trovato davvero un bel sistema per trovarci. Invitiamo tutti a rimanere in contatto. E c’è chi  si è portato anche il gatto!

Con l’amico Giovanni Squarci, in diretta dall’ufficio stampa di Careggi, abbiamo avuto le novità del grande impegno comunicativo che gli ambienti sanitari toscani stanno facendo per informare in modo sicuro sull’andamento della epidemia in stretto contatto con la Regione. Soddisfazione anche per l’impegno dell’associazionismo che ha permesso di fornire, come nel caso del Rotary Firenze Est, materiali che arrivino subito superando le difficoltà burocratiche. Un grazie è stato rivolto in particolare a Franco Paolillo per il reperimento rapido dei condizionatori. Il Rotary, ha sottolineato Giovanni, ha precorso i tempi con il progetto End Polio Now, modello di coordinamento degli sforzi contro una malattia. Molto interesse ha destato nei soci il test in corso tra il personale sanitario – a Careggi per ora il 95 per cento ha dato esito negativo - e sono in atto percorsi differenziati per pazienti COVID e altri, per i quali nulla è stato fermato. La ricerca è in corso ma lo sviluppo delle cure non vicinissimo. Gli studi sono condotti ovunque con grande impegno e la storia epidemiologica attuali una gigantesca sperimentazione. Nel frattempo è tutto il tessuto sociale a risentirne tanto da sperare in un aiuto psicologico per malati e parenti, dato che per lungo tempo dovremo convivere con la prudenza. Su questi temi sono intervenuti Dringoli – Diana - Spagli – Cortigiani - Fossi – Cobisi - Luchinat.
Giovanni Petrocchi, da Monza, ha raccontato come si percepisce il dramma mentre Monaco e Martini hanno completato gli interventi sui dati epidemiologici e l’isolamento attuale. Sembra una lunga maratona alla quale bisogna prepararsi con un cauto ottimismo per i dati che arrivano e per l’azione della scienza e l’equilibrio di ingressi e uscite dagli ospedali, un segnale che spiega come l’attuale confinamento sia utile ma anche che le nostre abitudini dovranno contribuire a mantenerlo

“Un fiore per Ebolowa” è il titolo di una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per una lontana missione africana dove il nostro relatore, il dott. Maurizio Cantale si reca da 15 anni si reca ogni anno per dare un contributo concreto alla regione di Ebolowa, nel sud del Camerun dove 100.000 persone vivono per lo più al di sotto del livello di povertà. Cantale è un medico, ha un lungo curriculum marcato da esperienze in aziende e in istituzioni come l’Esercito, doveva fatto esperienze di missioni all’estero, in Albania e in Bosnia. Alla fine ha iniziato ad andare in missione per conto proprio e così ha scoperto Ebolowa. In missione continua a fare il medico: visita i pazienti nei villaggi, ogni giorno un villaggio diverso, cercando di portare un po’ di sollievo a chi non ha i soldi o i mezzi per raggiungere i dispensari rurali o i centri di salute più attrezzati. In Africa – sottolinea Cantale - la sanità è totalmente a pagamento: per fare un qualsiasi intervento chirurgico, ad esempio, già alla visita all’accettazione viene presentato in anteprima il conto dell’intervento compreso il costo del filo di sutura, delle siringhe, dei farmaci, delle garze etc.! Chi non ha mezzi non si avvicina nemmeno all’ospedale…

Mentre è rinviata la conferenza del prof. Alessandro Bartoloni, ordinario di Malattie Infettive dell'Università di Firenze, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive dell'Università di Firenze, sul Corona Virus, è i ntervenuto questa sera in collegamento zoom il nostro Fabio Azzaroli che ha esaminato i diversi aspetti delle autocertificazioni con cui dobbiamo muoverci ogni volta che è necessario.

Il quarto modello, uscito oggi dopo il decreto legge n. 19/2020, precisa alcuni punti e si basa sull’elenco tassativo di misure interdittive - 29 prescrizioni – con un sistema sanzionatorio che non si basa più sull’art.650 del Codice penale, che avrebbe intasato la giustizia con le migliaia di casi ipotizzabili, ma con una sanzione amministrativa da 400 a 4000 euro, raddoppiata in recidiva e aumentata di un terzo se si è in auto. Escluso il fermo del veicolo mentre valgono le riduzioni di legge pagando entro 5 giorni o comunque entro 60. Chi è in quarantena, invece, o è malato e attesta il contrario nel modulo viene ora colpito dall’art. 260 delle leggi sanitarie in vigore fin dal 1934 con forti multe, da 500 a 5000 euro, e l’arresto.

E’ importante ricordare che in questo caso non è prevista l’oblazione che estinguerebbe il reato. Un deterrente perché può costituire un precedente nella fedina penale dei contravventori che potranno essere accusati di epidemia colposa secondo l’art. 452 del Codice penale che sanziona il contagio col carcere da 1 a 6 anni e l’eventuale morte di contagiati con la pena da 3 a 12 anni. Ce n’è abbastanza di cui riflettere.

Il Consiglio ha promosso una modalità di mantenere un contatto più empatico di una mail o di una chat, soprattutto nel timore che i decreti non terminino il 3 aprile ma vengano estesi. Da questo giovedì teniamo riunioni virtuali tramite Zoom, un software di videoconferenza gratuito disponibile per Windows, Android e iPhone (funziona quindi su PC, tablet e smartphone). Il test ha dato risultati assolutamente soddisfacenti, 24 volti, voci, computer che si sono fatti portatori di persone in una serata incoraggiante per lo spirito messo a dura prova dall’incertezza del momento. La riunione di questo giovedì è stata informale e senza relazioni, per provare tutti il sistema. Già la prossima potremmo invece ritrovare un tema comune e una riunione più strutturata ma intanto godiamoci la gioia di essersi rivisti e tutti in buona forma 

Nel corso della riunione il presidente eletto Martini ha fatto il punto della preparazione dell’annata, Columbus e Premio Squarci in primo luogo oltre ad informare sulla procedura di qualificazione del club per i District Grant, secondo i suggerimenti di Manetti. Il premio Squarci avrà, sotto la guida di Giovanni Squarci e Rodolfo Cigliana, una commissione ad hoc mentre Antich ha fornito prime indicazioni organizzative sul Columbus. Luigi Cobisi ha informato delle prime cancellazioni di riunioni anche in Germania e della decisione sulla tenuta della Quadrangolare che a Wiesbaden sarà presa lunedì. Il Bollettino informerà. Intanto guardadeci, com’eravamo al computer e la prossima volta 80 finestrelle sullo schermo