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Ripresa dopo le feste l’attività del club (il 28 dicembre e il 4 gennaio la segreteria è rimasta aperta per i ssoci di passaggio, anche se con molte limitazioni dovute a lavori al sistema informatico dell’albergo) questa sera Giuseppe Usuelli (RC Milano Nord, un lungo e fruttuoso passato nella pubblicità) ha illustrato i risultati dell’indagine svolta su impulso del Distretto 2041 su “Rotary tra percezione e realtà”, una ricerca nazionale della IPSOS. Come ha sottolineato il presidente Tonelli, l’argomento della serata è stato molto stimolante avendo fatto luce sulla nostra associazione, cercando soluzioni positive affinché il Rotary venga sempre più apprezzato e non considerato una società elitaria e distaccata dai problemi di ogni giorno.

La tradizionale assemblea di dicembre ha visto la partecipazione di presenza o per delega di 44 soci che hanno votato il presidente dell’anno rotariano 2019- 2020, il consiglio del prossimo anno e il revisore dell’annata in corso. La votazione si è svolta sotto il controllo della Commissione elettorale nominata in assemblea e composta da Franco Paolillo, Rodolfo Cigliana e Pietro Massimo Spagli (ritratti, da sinistra a destra, nella foto durante le operazioni, svoltesi – come si dice in questi casi – in totale tranquillità). Il Segretario De Santi, dopo aver verificato il quorum di 36 soci presenti e n. 8 soci per delega, per un totale di 44 votanti, aveva in precedenza dichiarato validamente costituita l'assemblea.

Nona Rassegna Teatrale a favore della Fondazione Rotary presso la Sala Esse di Via del Ghirlandaio 38.

5 febbraio 2018 ore 21,00 - la Compagnia teatrale “Extrafondenti” presenta

“Sull'Arno D'Argento ” Di Marco Gelli

12 febbraio 2018 ore 21,00 - la Compagnia teatrale “S.A.n.P. senza arte ne parte” presenta

“Non ti conosco più” di Aldo De Benedetti

19 febbraio 2018 ore 21,00 – La compagnia teatrale “I Curandai ”presentano

“LE CURE” di e con Osanda Miani

26 febbraio 2018 ore 21,00 *** Serata finale con premiazione *** 

I vincitori del 2017 “I Malandra”presentano “La Dame de Chez Maxime” di Georges Feydeau 

 

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In attesa della lotteria che il Club organizza nella festa degli auguri di giovedì prossimo, la presidente fiorentina dell’AIRC Anna Marchi Mazzini e il ricercatore Tiziano Marzo hanno descritto il metodo di lavoro dell’Associazione e il desiderio di convincere che negli obiettivi di ricerca “ognuno deve metterci il proprio contributo”. contributi, presidente AIRC Firenze. Tiziano Marzo, chimico, ricercatore AIRC a chimica industriale (Università di Pisa) ha avuto un interessante scambio di opinioni con il presidente Tonelli sulla limitatezza delle risorse e sul ruolo di enti come l’AIRC che sopperisce aiutando giovani ricercatori. Marzo ha raccontato la sua storia, fatta anche del milione di euro speso in 5 anni dall’Associazione per i suoi studi. Studi – ha sottolineato il presidente – che, se non trovano finanziamenti, si bloccano. Grazie all’AIRC, però, ha concluso Marzo nulla viene perso e anche quando alcuni progetti si concludono non è infrequente che i ricercatori vengano lanciati in altri ambiti, rinnovando il metodo appreso durante l’attività con l’AIRC.

Aprendo l’affollata serata, quasi cento gli intervenuti, il presidente Francesco Tonelli ha espresso il suo augurio in quella che ha definito “l’occasione migliore per rinsaldare i sentimenti di amicizia e di stima che sono la base sulla quale si fonda un Club del Rotary”. La festa si è svolta nell’antico refettorio del Convitto della Calza nel cenacolo affrescato da importanti pittori del Cinquecento e in particolare dal Franciabigio (Francesco di Cristofano, 1482- 1525). La sala è stata inoltre per due anni (2000-2002) la sede delle riunioni regolari del nostro club, scelta dall’indimenticabile presidente Carlo Vallecchi. Un ritorno gradito e una citazione della nostra storia, nell’anno del 50° del Club. L’organizzazione della festa non è stata semplice ed anche questo è tradizionale.

Enzo e Federico Marinelli sono stati tra i protagonisti della difficilissima impresa di restaurare le porte del Battistero, destinate ad essere conservate nel museo dell’Opera del Duomo per evitare i danni della corrosione ed allo stesso tempo realizzare una copia degli originali per sostituire le porte rimosse, progetto interamente finanziato da fondi privati messi a disposizione da benefattori di ogni parte del mondo, diversi per fede religiosa, politica o sociale ma uniti dai valori della filantropia, dell’amore per l’arte e per la cultura. La Guild of the Dome è la Confraternita che al pari di quelle fiorentine di un tempo porta avanti questo messaggio di umanità, di speranza e di amore.

E’ con queste straordinarie capacità che i nostri relatori hanno ripercorso la loro esperienza mettendola a disposizione dei presenti che – d’ora in avanti – passando tra Duomo e Battistero, in quell’area che nei giorni di vento è forse la più fredda di Firenze, sentiranno ugualmente la necessità di fermarsi e guardare le porte del Ghiberti, non come turisti ma come consapevoli abitanti di questa città e magari, come suggerisce la diapositiva sotto, tratta dalla conferenza di oggi, a entrare in Battistero, luogo fondativo della città.