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relatore:Prof. Sergio Tognetti, docente di Storia medioevale all’Università di Cagliari

La crisi del Trecento, individuata dagli storici nel susseguirsi di catastrofi alimentari e culminata nella peste nera, può essere anche letta come una sorta di risveglio culturale ed economico dopo i secoli del Medioevo. Dopo la metà del Trecento la popolazione europea tornò a consumare in maniera più diversificata favorendo il volume del commercio. Partita doppia e lettere di cambio nascono in quel clima mentre forte fu lo sviluppo delle arti e delle lettere così come dell’architettura. Un tema vasto e significativamente collegato alla situazione attuale. Per guardare avanti, per chi potrà.

E’ stata una riunione simpatica, breve e informale ma soprattutto con tanti non detti. Ne ha accennato Gian Luigi Giuliattini: manca la riunione in presenza! Però senza zoom non sarebbe mai stato possibile partecipare dal lavoro o dalla automobile, come ha fatto stasera Gianni Cortigiani. Così cominciamo a farcele piacere queste opportunità di contatto mentre permangono le limitazioni imposte dalla pandemia. Presente anche la DG Cardinale, il presidente Martini ha aperto il brindisi, ripetuto da molti altri a casa propria. Dunque buon Natale e l’augurio, ha concluso il presidente, di un anno migliore… ci vorrà poco!

Multitudinario interclub promosso dai Rotary dell’area fiorentina, auspice il RC Firenze Nord con gli amici Addario e Nicotra, che attraverso la piattaforma Zoom e la diretta streaming su YouTube ha raccolto ben 348 partecipanti. Significativa presenza delle autorità, la neo-Prefetto di Firenze A. Guidi la presidente del Tribunale M. Rizzo, il sindaco G. Nardella (che ha inviato un video al termine del quale si è esibito al violino) l’assessore C. Del Re, il presidente della Regione Toscana E. Giani, il sindaco di Fiesole Anna Ravone, il vicepresidente del Consiglio Regionale M. Casucci, l’ambasciatore E. Sequi, il provveditore agli studi R. Curtolo.

Momento centrale la proiezione del video «Tricolore e Inno, la nostra storia» a cura di Michele D’Andrea e tra gli interventi quello del nostro Rodolfo Cigliana. Quest’anno la tradizionale iniziativa riservata alle scuole si è concentrata, , in collaborazione con la Prefettura di Firenze, sulla diffusione tra gli alunni di educazione civica anche in didattica a distanza, di una card/Usb realizzata per l’occasione con il video e altro mateiale. Michele D’Andrea è autore insieme con Enrico Ricchiardi del volume «Italia!» distribuito dal 2 gennaio insieme a La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno.

Nel video, in una narrazione di circa 15 minuti, vengono evidenziate le origini e alcune peculiarità meno note del Tricolore e dell’Inno, scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro. Ha completato l’evento l’esecuzione di brani celebri da parte della Banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri di Roma. «In un periodo come quello che stiamo vivendo – ha detto il prefetto Guidi- attraversato dall’emergenza sanitaria in atto, festeggiare il Tricolore è un’occasione per ritrovarci insieme attorno a valori che ci consentono di sentirci tutti uniti per affrontare e superare insieme questi momenti di difficoltà».

Toccanti gli interventi del Presidente del Circolo Italiano San Paolo del Brasile Giuseppe Bezzi e dei Piemontesi nel Mondo Manassero, entrambi dal Brasile. Collegamenti coi rotariani in altre parti d’Italia e in particolare con Palermo.

Video della ‘Festa della Bandiera’ sono già presenti su YouTube cercando nel canale del Rotary Club Firenze Nord. Dal 2002 i Rotary club fiorentini curano la celebrazione del compleanno del Tricolore promuovendo pubbliche iniziative di testimonianza e di attenzione sui valori della Bandiera quale simbolo della Nazione.

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d'indipendenza e che termina con queste parole:"(…) per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe(…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana."

Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di azzurro, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo. Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale.

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale

Fondatore di CircularCamp, un’associazione di sostegno all’economia circolare, il dott. Sciadini consapevole che –come è stato per normali norme igieniche – il cammino verso una vasta consapevolezza delle opportunità di riutilizzare le materie impiegate nella produzione richiede tempo ed educazione costante. Ecco perché tiene a precisare che la sostenibilità è soprattutto un impegno di ciascun a produrre senza compromettere vita di chi viene dopo. Un impegno personale, di cui il nostro relatore si è fatto ambasciatore anche nelle scuole. Sciadini non ha mancato di criticare la svolta green e le ingenuità dei bilanci sociali di alcune imprese che giudica tutto sommato superati se non inutili. Importante l’analisi dell’azione delle grandi imprese di cui ha citato numerosi esempi nell’ambito dell’economia circolare che rischiano di battere il tessuto produttivo delle PMI e il ruolo della elettricità rinnovabile e delle auto elettriche, compreso il difficile recupero delle loro batterie.

Riunione informale a metà anno rotariano per i club della Quadrangolare che a causa della pandemia non si sono potuti incontrare in Germania quest’anno né potranno farlo nel 2021 in Belgio. Appuntamento quindi in Francia nel 2022 seguendo la tradizionale rotazione. Nel frattempo, per la seconda volta, ci siamo visti via zoom. Attivato da Giuliano Sistini, il collegamento è stato condotto dallo “studio di Firenze” da Luigi Cobisi che ha esaurito le sue cinque lingue preferite.

E’ toccato così a Gianni Cortigiani trovare un nuovo terreno linguistico con un sonetto sull’annus horribilis 2020 in latino, idioma internazionale per definizione.

Dopo il saluto del presidente Martini sono intervenuti gli amici De Clercq e Butticé di Bruxelles, Thiel e Germann da Wiesbaden, Gay e Porzel da Parigi. Al centro della conversazione la comune esperienza in tempo di pandemia e il mantenimento dei service comuni pur con molte difficoltà, legate ai collegamenti mancanti e ai tempi di attuazione ma sia il progetto tedesco per l’End Plastic Soup che quelli belga e italiano di intervento in due realtà oltremare proseguono.

E c’è una gran voglia di stare insieme e rivedersi.

Per questo, in prossimità della data della Quadrangolare, ha annunciato Norbert De Clercq, ci rivedremo via internet per non far saltare del tutto l’incontro. E’ stato così l’amico belga a chiudere nella speranza la riunione informale di oggi.

Il vantaggio di avere un governatore del nostro Club si è sentito, nella lunga riunione di stasera, quasi tre ore di conversazione rotariana su tanti temi, specialmente relativi al futuro del Rotary dopo la pandemia, le relazioni sempre più strette col Rotaract, con l’apprezzato intervento di Gabriele Piscitelli e degli amici rotarctiani presenti, ormai parte integrante del R.I., progetti per un futuro che dovrà tener conto di molti cambiamenti ma che non dovrà dimenticare le radici.

Quelle di Letizia Cardinale sono profonde: è figlia d’arte, perché il papà è stato un dirigente rotariano internazionale e governatore lui stesso ma soprattutto perché, prima donna ad occupare la carica di presidente del Firenze Est è anche la prima donna a diventare governatore del nostro distretto.

Il Rotary ha però ormai talmente ben compreso il messaggio di uguaglianza che solo marginalmente (le nostre socie sono solo un quarto del Club) se ne è parlato. Ciò che conta è l’esperienza comune e avere un po’ lenito la stanchezza di mesi legati al computer, la protesi, come la chiama qualcuno di noi. Davvero è irrinunciabile?