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La riunione si è aperta con il conferimento del PHF alla nostra Cristina Acidini. La consegna è stata effettuata dal past-president Luigi Cobisi che lo ha trasferito a Cristina in segno di ringraziamento per le splendide visite alla mostra del Beato Angelico. La serata era particolarmente adatta, non solo per l’argomento trattato. Il prof. Casini ha infatti rivelato di avere studiato su un importante testo della dott.ssa Acidini.

22gen2026

La conferenza ha colto alcuni aspetti dell’evoluzione del concetto stesso di bene culturale, oggi esteso dagli oggetti, in primo luogo le opere d’arte, ai cd. beni immateriali, tra i quali si annoverano anche elementi della vita quotidiana come la cucina. Alla normativa nazionale si somma quella UNESCO, così importante (e anche così maltrattata, ndr) anche per la nostra città e per l’Italia tutta, che possiede il più gran numero (61) di indicazioni Patrimonio dell’Umanità distinte tra Patrimonio Culturale (monumenti, città, paesaggi creati dall'uomo), Patrimonio Naturale (aree di eccezionale bellezza o importanza ecologica) e Patrimonio Immateriale (tradizioni, arti dello spettacolo, conoscenze, artigianato).

Di questi, 6 sono siti naturali (Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino Settentrionale) e, nell’ambito dei rimanenti 53 siti del Patrimonio Mondiale, 8 sono paesaggi culturali: Costiera Amalfitana, Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Val d’Orcia, Ville e giardini medicei in Toscana, Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Tra le città in Toscana si distinguono Firenze e Siena, la piazza dei Miracoli a Pisa, la Val d’Orcia, le Terme di Montecatini. Vicino a noi sono Patrimonio dell’umanità dal 2021 anche i suggestivi 62 km di portici di Bologna.

Una ampia parte della conversazione è stata dedicata alla complessa questione della protezione delle opere d’arte, specialmente da trafugamenti o vendite illegali. In Italia la disciplina è strettissima circa l’esportazione e molto concentrata sul recupero di beni sottratti al nostro Paese in varie epoche. Non mancano però anche casi contrari, di beni rivendicati da terzi all’Italia.

Il presidente Cortigiani ha poi svolto la sua conferenza sul nuovo anno, domandandosi subito in quale anno realmente ci troviamo. La risposta è semplice per la legge nazionale (2026) ma non così certa per le tradizioni di città e popoli diversi. Gianni ha immaginato, per farci capire la situazione, di seguire il nostro amico Andreozzi che per lavoro è spesso in città diverse e ne ha ricreato lo stupore davanti alle differenze di tempo. Riportiamo il suo testo. Nella breve conversazione al termine della riunione Cobisi ha ricordato i motivi per cui l’anno rotariano inizia il 1° luglio e che fortunatamente il nostro anno sociale utilizza l’anno civile (2025-2026) anziché altri computi che potrebbero complicare la vita.

 

E’ l’ 8 gennaio dell’anno XX26 (diciamo qualche secolo fa, oppure del 2026 in un universo parallelo dove certe cose non sono successe.

Il ns. amico e futuro Consigliere Andreozzi presiede una importante seduta presso la sede staccata di Perugia del Provv.OO.PP., comincia a dettare il verbale “Oggi 8 gennaio 2026 …” finisce, firma e parte rapidamente per Venezia, dove deve partecipare ad una seduta sul funzionamento del MOSE.

La mattina dopo si presenta a palazzo Savi in Riva del Vin e con un certo stupore sente che chi presiede inizia il verbale “Oggi 9 gennaio 2025”, chiede a chi gli siede accanto e si sente dire “ E’ giusto, non sai che qui a Venezia l’anno comincia il 1° marzo?”

La seduta dura fino a tardi e Nicola riparte il giorno dopo, per tornare in sede. Strada facendo e vista la coda sull’autostrada si ferma a mangiare un panino all’Autogrill di Casalecchio, gli cade l’occhio sullo scontrino e vede scritto 10 gennaio 2026. Convinto che quella del giorno prima sia stata una sorta di allucinazione, torna a Firenze, ma fermatosi ad un bar di via dei Servi, la mattina prima di entrare in ufficio non può fare a meno di controllare lo scontrino e questo porta “11 gennaio 2025”.

Nicola decide che è meglio accantonare la questione, tanto più che i giorni passano rapidamente, tra un impegno e l’altro e che si cominciano i preparativi per festeggiare il nuovo anno. Ed in effetti alle ore 00,00 del 25 marzo, fra balli, veglioni, fuochi di artificio si festeggia l’Anno Nuovo 2026.

Nicola decide di consumare qualcuno dei molti giorni di ferie che gli rimangono andando in Francia con sua moglie. Parte il 27 Marzo, Fi.Pi.Li fino a Pisa dove esce per andare apranzo, uscendo nel ristorante il cameriere gli augura “Buon 2027!”, prova a dire sorridendo “Grazie ma è in anticipo di un anno” e quello fa “No, quale anticipo, è giusto: sono quei fessi di fiorentini che sono in ritardo e festeggiano la concezione di Cristo tre mesi dopo la nascita”.

Nicola riparte e arriva dopo un viaggio tormentato dai dubbi in Francia. Memore della lezione, al concierge dell’albergo chiede “ Mi scusi la domanda, ma qui siamo nel 2026 o nel 2027? Perdonnez moi Monsieur, Pasqua sarà fra due giorni e solo allora comincerà il 2026, oggi siamo ancora nel 2025.

I francesi sono strani e Nicola se ne fa una ragione, appena dopo Pasqua, a 2026 iniziato anche lì, torna verso Firenze, senza passare da Pisa, e ha la consolazione che gli scontrini dei benzinai e degli autogrill sono tutti datati 2026.

Arriva finalmente l’Estate, e Nicola decide di andare al mare, con la moglie, in Puglia. Arriva in albergo e con orrore vede sulla reception un calendario che segna 2025. Un momento di sconforto e poi con non-chalance chiede “ ora per voi sicuramente è alta stagione, ma se volessi tornare per Capodanno, troverei posto facilmente?” “Signore, risponde il concierge, il capodanno 2026 sarà il prossimo 1° settembre, come a Bisanzio, quindi ancora con tanto sole e tanto mare, è meglio che prenoti sin d’ora”.

E’ stato l’Hotel Mediterraneo, nostra sede, ad ospitare il Seminario distrettuale di cultura rotariana e sull’effettivo. Tra gli interventi di apertura quello del presidente del nostro Club avv, Gianni Cortigiani, come tradizione per i club ospitanti. Cort 17gen26

Successivamente il DG Giorgio Odello ha parlato su “Perché un Seminario di Cultura Rotariana?” ricordando tra l’altro la prova delle 4 domande.

Si sono poi susseguiti, di fronte a circa 200 partecipanti, Federico Procchi: “A proposito di Cultura Rotariana: argomenti ed esempi”; Giovanni Padroni: “Cultura e bellezza nella complessità contemporanea”; Giuseppe Bellandi: “Coltivare la Cultura Rotariana per coltivare rotariani valoriali capaci di diffonderla nella società: la via del fare è nell’Essere”; Annalisa Verugi: “La carta della Cultura Rotariana di Tristano Bolelli”; un secondo intervento di Giorgio Odello: “Perché entrambi i due Presidenti Internazionali 25-26 hanno posto l’effettivo al primo posto nelle priorità del Rotary?” Mauro Mazzolai: “Effettivo e sviluppo nuovi Club, il Rotary nel futuro” e Simone Ferri Graziani: “Le priorità del Presidente di Club per la crescita dell’effettivo”

La tradizionale festa degli auguri si è svolta all’Hotel Mediterraneo in un’atmosfera serena ed allietata dagli otto chef dell’AMIRA che si sono prodotti nella realizzazione di piatti alla fiamma cucinati in presenza di tutti.

Momenti forti della serata il conferimento a Andrea Zingoni del PHF consegnatogli dal figlio, il nostro socio Francesco, per il suo contributo al progetto End Polio sostenuto dal Firenze Est. Ancora a sostegno del progetto End Polio la presentazione che Kevin Donvito del Rotaract della stagione del Teatrotary 2026 di cui riportiamo l’anteprima in ultima pagina.

Alla serata non è mancato il Coro Gospel a cui il presidente Gianni Cortigiani ha consegnato il guidoncino del Club a ricordo della festa

Torna al Teatro Le Laudi nel mese di febbraio (ultima serata il 2 marzo) la stagione del Teatrotary, manifestazione dedicata al sostegno del progetto End Polio Now del R.I.

Protagoniste quattro compagnie, tre nuove e la vincitrice dell’edizione 2025, della scena dilettantesca toscana cui Teatrotary da molti anni da spazio con grande successo.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Gradite offerte libere. Le prenotazioni sono già aperte.

 TEATRO 2026 ROTARY

 

Teatro Le Laudi – Via Leonardo Da Vinci 2r - Firenze con inizio alle 21,00

  9/2 – I Sonnacchioni – Abbasso i mariti

16/2 – L’Incubatrice – Spirito allegro

23/2 – L'Altro Teatro – Io Marta e Chiara

2/3 – Compagnia stabile del Riccio, vincitrice edizione 2025 – Vasco posa il fiasco - Serata finale con premiazione dei vincitori – Special Guest: “Compagnia Il Siparietto”.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti con raccolta di offerte libere a favore del programma POLIO PLUS.

Info al 348 7880448 (ore 18-20) - 055 0665049 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.rotaryfirenzeest.it - www.facebook.com/teatrotary

Guidati competenza e passione dalla nostra Cristina Acidini ci siamo infilati tra i numerosissimi turisti che da San Marco a Palazzo Strozzi hanno affollato la Mostra del Beato Angelico, l’artista che ha traversato uno dei periodi più prolifici della storia fiorentina lasciando tracce meravigliose nelle celle del convento storico dei domenicani e opere che si trovano oggi in musei di mezzo mondo da dove la mostra li ha tratti ricostruendo, anche grazie ai lavori di altri artisti, un’epoca che influenza fino ad oggi anche il più distratto degli abitanti e dei turisti di Firenze, contribuendo alla consapevolezza che nulla in quell’arte è stato disegnato a caso.

Basta guardare il volto di Cristo portato dal Duomo di Livorno o la perfezione delle miniature nella biblioteca di San Marco fino al Giudizio universale quasi un’anticipazione di quello michelangiolesco.

A nome di tutti il presidente ha ringraziato Cristina per la disponibilità e l’aiuto che ci ha fornito. Nella foto sopra un momento della spiegazione al Museo di San Marco.