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Sebbene le patate siano giunte dal Perù, dove venivano cucinate con poche storiche ricette, è nell’Europa del XVI-XVII secolo in cui si diffonde con grande successo, tanto da far avviare la creazione di varietà nuove, figlie delle nostre terre. Valorizzarne i contenuti e preservarne la diversità è al centro dell’attività che al Dipertimento di scienze agrarie (DAGRI) viene condotta da ricercatori e tecnici che – come la nostra relatrice – hanno scoperto e riscoperto le enormi possibilità della patata italiana.

Colorate, grandi, piccole, le patate ci accompagnano nella cucina e nell’orto, alcune vicinissime a noi come l’eccezione patata rossa di Cetica (Casentino) la cui storia è fatta di comparse e scomparse basate sulla volontà dei coltivatori ma anche sulle possibilità di conservarne la memoria che solo l’Università può garantire.

In Toscana le varietà locali vanno dalla Patata di Regnano (Lunigiana) alla vicina patata di Zeri (MS) e a quella di montagna Sillano in Garfagnana. C’è poi la patata bianca di Santa Maria a Monte (Pisa) quella bianca del Melo (Cutigliano, PT) e l’altra bianca di Firenzuola, alle porte del Mugello dove la patata è protagonista dei famosi tortelli e naturalmente la famosa rossa di Cetica (Casentino, AR). Luisa Andrenelli Azzaroli, Tecnico Elevata Professionalità (EP) nella facoltà di agraria fiorentina dove si è laureata percorrendovi tutta la sua carriera di appassionata ricercatrice, è partita da lontano sulla patata, avendo frequentato nel 1994 il Centro International de la Papa in Perù, dove la patata è – in tutti i sensi – di casa. Così le è stato facile coinvolgere i soci durante la nostra serata. Qualcuno però si era portato avanti col lavoro. Abbiamo infatti scoperto che sulle colline fiorentine la nostra Sandra Manetti coltiva con successo la patata Iulianum tuberosum sandrophylum.

Verrebbe voglia di lanciare un concorso rotariano per la miglior patata rotariana. Chissà…

E' morto il 6 luglio in una clinica romana per le conseguenze di una caduta il musicista Ennio Morricone (1928-2010) autore di alcune delle più belle colonne sonore del cinema del secondo novecento, tra cui Per un pugno di dollari, Mission, C'era una volta in America e Nuovo cinema Paradiso.

Vincitore dell’Oscar, il nostro Club gli conferì nel 1998 il Premio Columbus che gli fu consegnato in Palazzo Vecchio dal presidente prof. Ernesto Failla. In quella edizione ricevettero il premio insieme con Morricone anche Piero Angela e il prof. Gian Gastone Neri Serneri.

Morricone si trattenne poche ore, tanto da mancare alla conviviale che invece vide tra i protagonisti un Piero Angela in gran forma. I funerali si sono tenuti in forma privata per suo espresso desiderio di “non disturbare”. Ai familiari ed estimatori di tutto il mondo le più vive condoglianze del Firenze Est

Per iniziativa del DG L. Cardinale è stato inaugurato un canale Youtube distrettuale.

Di seguito il link del canale che si affianca a quello del rotary internationale da cui potete collegarvi  cliccando sul menu a sinistra su "YouTube Rotary"

https://www.youtube.com/channel/UCpe6H0jzKZMaEA4qi1yazyQ

 

Il 9 luglio sono stati consegnati gli attestati di superamento del Corso diretto dal nostro Federico Antich nell’ambito delle attività del Centro Europeo di Mediazione.

Per il Corso, il Firenze Est ha elargito due borse di studio assegnate a Matteo Giacchetti e Lorenzo Falaschi, nella foto insieme con Filippo Duvina, Sara Ermini, Claudia Caluori, David Grifoni ed i Presidenti Selleri e Martini.

Il 9 luglio sono stati consegnati gli attestati di superamento del Corso diretto dal nostro Federico Antich nell’ambito delle attività del Centro Europeo di Mediazione. Per il Corso, il Firenze Est ha elargito due borse di studio assegnate a Matteo Giacchetti e Lorenzo Falaschi, nella foto insieme con Filippo Duvina, Sara Ermini, Claudia Caluori, David Grifoni ed i Presidenti Selleri e Martini.

La cerimonia si è svolta alla Trattoria Pallottino ospite come sempre impeccabile Giovanni Diana, autore anche della foto.

Il tradizionale appuntamento estivo nel verde del Circolo del Golf ha rappresentato quest’anno il primo incontro in presenza, perdurando le limitazioni alle riunioni al chiuso per le misure di contenimento della pandemia. Anche per questo il presidente ha preferito non avere un relatore ma lasciare spazio al ritrovarsi, distanziati ma insieme. A favorire l’atmosfera le canzoni di Barbara Vignali e la danza di Carlotta Tempestini, una coreografia acquatica che ha proposto nel fascino della piscina, costruita con la club house nel 1934 dall’arch. Gherardo Bosio e per il cui trampolino lavorò anche l’ing. Pier Luigi Nervi.

Per chi viaggia, Bosio è lo stesso architetto della grande piazza dell’Università (oggi intitolata alla santa M. Teresa di Calcutta) e del palazzo del primo ministro di Tirana (Albania). Ovunque predomina, come tipico dell’epoca, un bianco illuminante cui, nel caso del golf, fa da contrasto il verde circostante. Un ambiente ideale per la nostra serata nella quale non è mancato uno speciale augurio a Tommaso e Sara Grasso, questa sera con noi, che attendono questa estate il loro primogenito. Un segno di gioia per tutti!

Durante la cena è stato distribuito – oltre a un simpatico dono alle signore presenti da parte di Simone e Cristina Martini – il Libro dell’Anno 2019-2020 per il quale il presidente dell’annata Stefano Selleri ha lavorato con fruttuoso impegno insieme con il redattore del bollettino Luigi Cobisi . Il libro torna dopo sette anni a rinverdire una tradizione avviata nei primi anni del secolo presente.

Il teatro non morirà mai, è nato con l’umanità e ne svela quotidianamente il mistero. Per Gabriele Lavia (Premio Columbus 2019) parlare del teatro vuol dire ripercorrerne la storia (tutta greca) e gran parte della sua vita personale, a cominciare dalla nonna Carmela (nella foto con il nostro relatore) che era nipote di Francisco de la Rosa, poeta e drammaturgo spagnolo (1787-1862) protagonista del romanticismo e più volte primo ministro del suo Paese.

E dalla vita di scena alla bellezza di essere a sua volta nonno Gabriele Lavia ha mostrato con passione i suoi lati più personali, tra i quali una non comune vena di pittore, alimentata dai nipotini che gli hanno commissionato alcuni bellissimi disegni di animali, coloratissimi.

Nonostante la riunione in internet non doni le stesse emozioni dell’incontrarsi personalmente tuttavia è stato evidente come il volto di Gabriele Lavia sia capace di superare le distanze e passare oltre lo schermo verso ciascuno degli spettatori. Lo ha dimostrato anche il dibattito con alcuni dei nostri soci cui Lavia si è prestato con grande disponibilità anche esponendo alcune delle sue opinioni sul teatro di oggi, con critiche decise alla burocratizzazione delle strutture, uno dei mali che affliggono la cultura così come molte altre attività del nostro Paese