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Definendo il ruolo del pubblico ministero nell’ordinamento italiano, il dott. Sangermano ha sottolineato che egli deve innanzitutto astenersi da giustizialismi e ipergarantismi di natura ideologica. Il Pubblico Ministero ha il compito di accertare singole responsabilità, nel rispetto della prova e dell’umanità, senza svolgere ruoli di moralizzatore in quanto ciò esonda dalle sue funzioni. La Costituzione lo ha voluto autonomo e indipendente, con le stesse garanzie del giudice, per preservarlo da influenze politiche. Scelta saggia di Calamandrei, ha detto il relatore e primo caso in Europa di sottoposizione del pubblico ministero solo alla legge. Un pubblico ministero indipendente è per prima cosa garanzia per il cittadino, in quanto interviene autonomamente senza influenze di alcuna natura ma solo in base ad accertamenti probatori effettuati con responsabilità e rispetto dell’altro, agendo con moderazione cioè con equilibrio, terzietà e indipendenza.

Dedicata ai giovani la riunione è stata aperta da Riccardo Penco che ha descritto i progetti dell’Interact 2018-2019. Seconda annata di presidenza con meno ansia e attenzione al cambio generazionale per il quale è importante la ricerca nuovi soci per i quali ha fatto appello anche ai rotariani. Tra le attività, riassunte nel motto “fare poche cose ma buone” ha annunciato la continuazione del service a Villa Lorenzi e l’impegno a sostenere Rotaract e Rotary con una costante presenza. Marina Barbarossa, presidente Rotaract, ha parlato dei numerosi service programmati nel 2018-2019 a cominciare dal Centro recupero avifauna selvatica, dagli studi in diritto internazionale umanitario fino al Service ANFASS distrettuale. Incontri anche per nuovi soci e un direttivo coeso e disponibile sono altri aspetti dell’annata che segue il cinquantesimo di fondazione.

Espressa anche la speranza che i rotaractiani che raggiungono i 31 anni (da quest’anno la nuova età massima per appartenere ai club giovanili) possano essere accolti nel Rotary con fiducia. Guido Abbate (nella foto SM a destra durante il suo intervento) dopo aver rivolto uno speciale saluto a Enrico Fantini, ultimo RD 2070, ha definito un grosso dolore e un errore la divisione del distretto 2070.

Cerchiamo attività comuni ora, ha proseguito, indicando come la V Via del Rotary, definita dal 2010, porti a numerose attività comuni, la più significativa delle quali l’organizzazione del RYLA tra 2071 e 2072. Guido ha invitato i rotariani a partecipare alla giornata finale del prossimo RYLA il 6 aprile 2019 a Riolo Terme, in Emilia, per ascoltare i giovani che descriveranno la loro esperienza che – come in altre attività rotariane loro dedicate - rimarranno tutta la vita e aiuterà, in un corretto rapporto adulti giovani a superare salti generazionali nei club e a vivere con gioia la riunione settimanale di ciascun club.

Nel dibattito hanno preso la parola Letizia Cardinale (sui Forum dell'Amicizia) Enrico Fantini, Taddei Elmi (tra i fondatori del RTC nel 1968) Tonelli. Tra le domande è stato chiesto a Marina come i giovani dell'ambiente che li circonda (scuola, lavoro, università) vedano il Rotaract: “se il Rotaract è attivo e presente con i suoi service è comunque seguito anche da giovani che non sono del Rotaract, che possono dare il loro supporto e il loro contributo” ha commentato la presidente del nostro RTC. 
A conclusione della riunione di stasera il presidente Fantini ha scambiato il guidoncino del 50° con Guido Giuseppe Abbate ricevendo in cambio quello dell’ultimo RYLA (XXXVI).

Basandosi sulla propria esperienza professionale e con le caratteristiche doti dell’insegnante, tra le quali la sintesi (a scuola come nel Rotary, andrebbe ricordato sempre, la campana detta i tempi!) la nostra Sara Ermini ha messo in luce – insieme con i rischi professionali di quanti si occupano di procedure concorsuali – il necessario apporto di umanità ed equilibrio che il curatore del fallimento deve possedere. D’altra parte la materia continua a essere guidata da un Regio decreto del 1942 via via emendato e che attende una definitiva riforma, proprio sulla base delle esperienze di oltre 70 anni.

Al momento di preparare questo bollettino siamo stati raggiunti dalla tragica notizia della scomparsa, nella notte tra venerdì e sabato 21 luglio, del nostro governatore, da poche settimane ricoverato a Pisa per una grave malattia. All’inizio del mese Massimiliano aveva indirizzato la prima lettera ai soci annunciando di doversi occupare della sua salute e nominando il predecessore Giampaolo Ladu quale vice-governatore. Subito le sue condizioni erano apparse critiche ma certo nessuno poteva immaginare una fine tanto repentina di un uomo attivo, impegnato e del quale non avevamo percepito alcun sintomo di malattia. Sul generale cordoglio e le esequie riportiamo da pagina 4 un nostro servizio. Per questo il bollettino esce con la data di giovedì scorso ma martedì 24 luglio.
A Massimiliano un ricordo speciale, nell’amicizia e nella preghiera.

L’art.50, la procedura che regola l’uscita di uno stato membro dall’Unione Europea, sembrava un caso di scuola che nessuno pensava usare, ha esordito il relatore ma il Referendum inglese, per certi versi provocatorio, ha costretto ad una trattativa complicata. Sullo sfondo grandi somme di denaro e un Paese indeciso, di fronte ad aziende che se ne vanno. L’Inghilterra è più sola e non più regina del suo impero, il suo governo colpito da una serie di dimissioni, gli accordi non a buon punto sono solo formulari. Uno scenario che sembra riecheggiare quello descritto dalla stampa internazionale che parla di caos Brexit e della possibilità di un contro-referendum. Intanto, però, rileva il nostro relatore, ci sono solo 6 mesi per chiudere la trattativa. Basteranno? Proroga? Nessuno può dirlo.

Il Regno Unito cerca nel frattempo di chiudere accordi separati bilaterali. Unanime, anche nel dibattito seguito all’intervento del prof. F. Tufarelli, la coscienza dei danni della Brexit a tutta Europa e che non ci sono alternative all'UE. Chi va da solo – riassume con crudo realismo il relatore - vien comprato. Basterebbe questo per comprendere che nell'ordinario l'Europa è un successo. E anche dall'euro non si esce... non ci sono le condizioni. Ma soprattutto da 73 anni c’è pace in Europa. Un pensiero che non ci dovrebbe mai abbandonare. Quanto agli inglesi le incertezze continueranno.

Inaugurando una serie di incontri con le categorie economiche che il presidente Fantini ha voluto tra i punti più qualificanti del suo programma, i tre relatori hanno parlato a lungo della situazione del commercio e del turismo a Firenze, rispondendo ai numerosissimi e talvolta appassionati interventi dei soci (tra i quali Fioretto, Cesaro, Diana, Arioli, Rogantini Picco, Tonelli, Selleri).

Sullo sfondo la questione del centro storico e della sua vivibilità, tra ZTL, turismo incontrollato e cialtronerie varie.

Significativo il quadro statistico proposto da Marinoni: Dal 2008 al 2017, Firenze ha perduto 76 negozi in centro storico e 50 fuori dal centro (nel 2008 c’erano 5.092 negozi di cui 1.851 in centro e 3.241 fuori; nel 2017 4.966 negozi di cui 1.775 in centro e 3.191 fuori).

Sono diminuiti alimentari, abbigliamento, prodotti per la casa; aumentati invece telefonia e farmacie.

Nel turismo, dal 2008 al 2017 +25% di alberghi e pubblici esercizi (bar e ristoranti) che erano 1174 nel solo centro città nel 2008 divenendo 1459 nel 2017. Una tendenza chiarissima anche a livello nazionale.

In 10 anni, dal 2008 al 2017, il Paese ha perso 63mila negozi (-10,9%) ma acquisito 40mila bar, ristoranti e alberghi in più (un balzo del 13,1%).

Ma anche il turismo è cambiato. Non c’è solo l’arte o la passeggiata tra i monumenti ma anche una grande attenzione per gli outlet che hanno cambiato l’approccio dei turisti agli acquisti. E soprattutto sono aumentati i numeri, impressionanti, delle presenze con un corrispondente “consumo” del territorio e delle risorse umane dei cittadini, da Barcellona a Venezia.

Occorrerebbe educare i turisti ma l’affarismo di alcuni che si improvvisano imprenditori non aiuta. Un richiamo emerso chiaramente anche dal nostro dibattito e dall’incontro con gli operatori economici, alcuni dei quali esasperati (come le guide) da liberalizzazioni di nessuna qualità.