T1920IT PMS C

Lunedì 10 febbraio seconda serata della nuova stagione, la Compagnia Acquainbocca ha presentato Mannaggiaffeisbucc! una garbata satira fiorentina della moda di trovare un partner attraverso le reti sociali dosi più giovani e belli. La realtà è però presto venuta fuori e all’amore sbocciato tra i nonni corrisponderà anche quello tra i nipoti. Festa per tutti.

Il Bollettino che state leggendo non è solo il millesimo della seria avviata nel 1968 ma il primo che, almeno in parte, è nato con la partecipazione dei soci, coinvolti dal nostro redattore in un tentativo di ricostruire, in diretta, la produzione dell’edizione settimanale. A partire da una copia del n. 999, opportunamente eliminate le parti riferite solo alla settimana precedente, abbiamo inserito le presenze e la rubrica (che pare molto seguita) dell’Oggi nella storia. Poi è stata la volta delle foto. Ben tre fotografi: Sandra Manetti, Sara Ermini e Giovanni Diana le cui immagini sono arrivate in contemporanea dando un’idea dell’immediatezza della comunicazione e anche di una delle maggiori caratteristiche del bollettino di oggi, sempre più ricco di immagini anche se – purtroppo – c’è una difficoltà nel recuperare i testi, un tempo invece molto più vasti. La collettiva redazione pare abbia avuto successo, come ha dimostrato il dibattito che ha affrontato diversi temi della comunicazione rotariana (Azzaroli, Spagli, Squarci, Minucci) . Spazio anche alla storia del Bollettino, nato con il Club cinquantadue anni fa e curato per i primi 27 anni dal fondatore del Firenze Est Lamberto Ariani, primo inventore della versione settimanale in un’epoca in cui il bollettino era – e rimase fino al 2001 – un fascicolo a stampa con cadenza trimestrale al quale l’attuale redattore Luigi Cobisi fu associato da Francesco Chiostri che condusse l’epoca più fruttuosa di una stampa accurata, Carlo Rizzo, presidente innovatore anche in questo campo e dall’indimenticabile Roberto Montauti, i cui testi furono per la prima volta redatti direttamente al computer. E’ stato però con la diffusione della posta elettronica che il bollettino assunse la forma attuale e la cadenza settimanale che volemmo con Carlo Vallecchi, presidente 2001-2002, Luigi segretario.

Di questi 19 anni la storia è tutta nell’archivio del nostro sito, a disposizione dei soci. Vi si trovano anche i bollettini fatti durante la riunione e diffusi mentre il Club era ancora riunito, prove di una tecnica che fa meraviglie anche in questo campo. Poi ci sono gli scherzi: indimenticabile – ha detto il relatore – quello del n. 846 e ancora – più evidente – del n. 926. Tutti e due sono legati alla Quadrangolare, che evidentemente si presta, come ha sottolineato Giuliano Sistini.
A Luigi il presidente ha consegnato una targa ricordo mentre un applauso (lungo alcuni minuti, una vera sorpresa) ha chiuso la riunione.
Un’ultima nota: chi legge il Bollettino? Non ci crederete ma più di tutti lo leggono gli assenti che grazie al foglio settimanale recuperano il contatto. E’ un gran piacere, ha concluso il redattore, con un riferimento militare ben compreso dai più anziani, essere il ‘’Comandante della Forza Assente’’ che però è sempre pronta…

La bottega Filistrucchi è la più antica di Firenze, tramandata dalla stessa famiglia fino ai nostri giorni. Festeggia quest’anno i tre secoli di vita e di segreti dell'antico mestiere tramandati di generazione in generazione. Parrucche e trucco non mancano di nuove e moderne tecniche che permettono la realizzazione di prodotti di alta qualità artigianale. Filistrucchi  ha mostrato parrucche, barbe, baffi, toupet; maschere, veri e propri sogni di Carnevale e oggetti di trucco che vengono utilizzati in tutti i settori dello spettacolo e della moda. La riunione ha offerto un singolare spaccato della realtà di un artigianato fiorentino che non si arrende anzi avanza traendo nuove ispirazioni dall’attualità.

La conferenza di Vera Gheno è arrivata poco dopo la diffusione delle nuove pale che alcuni accademici della Crusca hanno adottato riprendendo una storica tradizione. E un faro davvero speciale ha acceso il presidente dell’accademia Marazzina che ha adottato un bel panorama piemontese (il Monviso con le pianure ardenti di grano) traversato dal freccia rossa che lo porta tanto rapidamente da Torino a Firenze. La lingua viaggia veloce sembra dirci il presidente della Crusca e la dott.ssa Gheno lo ha confermato: l’italiano si evolve e gode di ottima salute.

Vera Gheno ha un’esperienza speciale: vent’anni all’Accademia della Crusca poi con Zanichelli. Insegna all’Università di Firenze e molto letti sono i suoi libri, tra cui il recente Potere alle parole. Perché usarle meglio (Einaudi). Un titolo particolarmente fortunato con lo scopo di ricordare che "ognuno di noi è le parole che sceglie: conoscerne il significato saperle usare nel modo giusto e al momento giusto ci dà un potere enorme, forse il più grande di tutti". Un tema anche molto rotariano, come ha dimostrato il dibattito. Intervenuti Taddei Elmi, Tredici, Fioretto.

Vivo interesse per il frequente inserimento di parole inglesi nel discorso che la relatrice ha differenziato tra un uso corretto dei termini inglesi ove necessario e un uso fuori luogo in eccesso dei termini stessi spesso scritti e pronunciati non correttamente. Anche la mancata difesa dei termini italiani ha trovato una risposta: l’Accademia della Crusca non ha (fortunatamente) lo stesso potere di organismi similari all’estero e dunque registra, non rende ufficiali i termini tant’è che non esiste un vocabolario ufficiale in Italia.

L’italiano, insomma, è quello che parliamo noi e soprattutto quello che capiamo. Ne ha accennato anche Tonelli concludendo su alcuni termini usati impropriamente anche in politica magari con intenti manipolatori.

Prima serata della nuova stagione. L’Accademia del Salotto (cinque attrici e un solo attore) ha rappresentato in Gialloangie una curiosa storiaccia londinese, in cui un annuncio sul giornale (‘’ci sarà un omicidio a mezzanotte’’ a un certo indirizzo, dove abita un’inconsapevole ragazza) attira due squinternate amanti dei gialli e una coppia che scopriremo solo alla fine aver architettato tutto per un gioco d’amore estremo. Inquietante ma anche un omaggio ai grandi giallisti d’oltre Manica per i quali – fortunatamente – la Brexit non vale.

Nella prima serata il past president Fabrizio Fantini ha consegnato, con il successore Selleri e altri amici un defibrillatore donato dal Club alla Sala Esse, il teatro che da 11 anni ci ospita e che così potrà garantire un’ulteriore sicurezza al pubblico.

"Ogni rivoluzione nasce da un complesso di cause, morali e politiche – scriveva nel 1947 un Giovanni Spadolini appena ventiduenne – Quella di Francia, alla fine del Settecento, fu generata da fattori, che particolarmente sviluppati in quel paese, erano però comuni un po’ a tutta Europa. Ecco perché si può dire che la Rivoluzione francese è l’atto di nascita dell’Europa moderna".

Il futuro direttore di prestigiosi quotidiani, presidente del consiglio dei ministri e presidente del Senato già allora traeva tutte le sue ispirazioni dalla storia di cui fu ricercatore incessante, rendendo la sua casa nell’amata Pian dei Giullari, una biblioteca unica al mondo, oggi sede della Fondazione a lui intitolata e della rivista Nuova Antologia, forse la più antica del nostro Paese, insieme con La Civiltà Cattolica, quasi che il mazziniano ‘Dio e Popolo’ viva anche nelle pubblicazioni storiche.

La Fondazione ospita la mostra “La Francia rivoluzionaria e Napoleonica - Dall’illuminismo alla nascita dello stato moderno” organizzata in occasione dei 250 anni dalla nascita di Napoleone Bonaparte e del 230° anniversario dalla Rivoluzione francese. Guidati dal prof. Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini - Nuova Antologia e direttore della rivista, i nostri soci si sono immersi nel patrimonio librario e documentale che dall’età napoleonica al Risorgimento presentano l’Italia di allora, radice di quella di oggi. E non poteva mancare un accenno alla Firenze capitale di cui siamo in pieno quinquennio del 150°.