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Protagonista della serata Cosimo I, uomo complesso e affascinante, circondato da letterati interpreti del suo pensiero oltre che uomo di potere di una Firenze ormai matura nella sua storia più gloriosa, come presentato dall’Arch. Paola Maresca, Presidente dell’Associazione Firenze Alchemica e relatrice della serata. 

Proseguendo l’esperienza dell’Accademia Platonica, Cosimo si avvicinò alla leggenda di Ermete Trismegistro e ai suoi 10 assiomi. Cosimo amava anche le erbe, il giardino ma soprattutto si circondava di simboli che dalla Villa di Castello (oggi sede dell’Accademia della Crusca) al rinnovato Palazzo Vecchio in cui Vasari inserì simboli, immagini, aperture a un linguaggio segreto.

Come ha sottolineato la nostra Cristina Acidini, guardare le opere d’arte offre sempre nuove prospettive, un segnale per le guide di cui ha ricordato la formazione anche attraverso l’associazione diretta dalla relatrice.

Cigliana ha aggiunto il fascino di alcuni libri dell’arch. Maresca che ha poi risposto ad alcune domande dei nostri soci. Il presidente – che si è dotato di un nuovo sfondo tutto rotariano – dopo aver ringraziato la relatrice con la speranza di rivedersi in una visita guidata a un luogo di Cosimo - ha ricordato il programma di novembre e invitato a partecipare al ricordo dei defunti a San Miniato, nei limiti che la disciplina anti-Covid permette.

Tra i massimi esperti italiani nel campo dell'intelligenza artificiale, la prof. Rita Cucchiara, laureata in Ingegneria Elettronica nel 1989 a Bologna, è Professore ordinario di Sistemi di Elaborazione dell’Informazione presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Qui conduce il Laboratorio Aimagelab e la "AI Academy" occupandosi di Visione Artificiale e Deep Learning, tematiche in cui vanta più di 400 pubblicazioni ma soprattutto dirige il CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica) e del Laboratorio Nazionale AIIS – Artificial Intelligence for Intelligent Systems. Per quanti pensassero che la battaglia per l’intelligenza artificiale ci veda spettatori dei grandi laboratori americani o delle aspirazioni degli emergenti russi e cinesi, la capacità dei nostri scienziati, come ha dimostrato la prof. Cucchiara, fuga ogni dubbio.

La materia è in ottime mani anche in Italia e in stretta connessione con i partner europei attraverso progetti di grande rilievo.

Esperto in strategie di comunicazione, Luigi De Concilio, per 15 anni nei Rotary di Genova e Firenze, ha accumulato una significativa esperienza di valutazione dell’impegno comunicativo del Rotary. Anche “stando in silenzio noi comunichiamo’’ ha detto il nostro relatore, ricordando come la comunicazione non verbale del Rotary passi da piccoli segni, a cominciare dal distintivo. I Club possono comunicare e fare immagine in modo più valido se usano meglio i simboli, pensate alla liberazione dalla polio raggiunta quest’estate in Africa: nessuno l’ha attribuita al Rotary nemmeno la stampa internazionale più accorta.

D’altra parte solo il 14,85% del campione saggiato a Milano durante l’Expo 2015 conosceva realmente il Rotary e molti pensano che i club si concentrino solo su pranzi e discorsi non su cose concrete. Colpa nostra? Può essere. Basterebbe guardare a cosa si pubblica: niente foto con bottiglie e tavolate, per favore!

Venendo alla comunicazione che accompagna i progetti rotariani, De Concilio ha posto l’accento su darsi delle scadenze, programmare e rispettare i tempi. Solo così si uscirà dal cono d’ombra che spesso ci caratterizza. Nel dibattito sono state affrontate le diverse attività rotariane e come vengono comprese, analisi importante per il futuro.

E a proposito di comunicazione. Questa sera siam tornati a guardarci da zoom e abbiamo scoperto come sono i nostri luoghi di lavoro o le librerie (fortunatamente ben fornite) nelle nostre case o altri luoghi, anche immaginari che il computer ha raccolto. Anche questa è comunicazione e diremmo anche prossimità, anche rimanendo a distanza. Coraggio!

Prudentemente chiamati sulla piattaforma Zoom i soci del Club si sono riuniti in assemblea per discutere dell’approvazione del bilancio consuntivo A.R. 2019-2020 e nominare il revisore A.R. 2020-2021.

Il presidente dell’annata scorsa Selleri ha informato sulle attività dell’annata e in particolare sulle conseguenze del confinamento sulla vita del club e sulle scelte anche amministrative compiute. Il tesoriere Domenico Ferraro, in collegamento dal suo studio ha dato lettura del bilancio mentre il presidente Martini ha letto la relazione del revisore Lombardi.

Nella discussione Rogantini ha chiesto l’attribuzione dell’accantonamento di Euro 6.000 (Covid-Educational) al Premio Testimonianza Barbara Bona con conseguente maggiore impegno diretto del Club e minore utilizzo dei fondi accantonati in appositi conti. La proposta è stata accolta a maggioranza col voto contrario di Bertini, Cobis, Cortigiani e Monaco e l’astensione dei voti espressi per delega.

Posto ai voti il bilancio così riformulato si registrava l’unanime approvazione con 5 astensioni più quella del presidente Selleri come proponente il bilancio.

Sul secondo punto all’ordine del giorno Giuliano Sistini è stato nominato all’unanimità revisore per l’anno 2020-2021

Riunione doppiacon un buon numero di soci collegati via zoom ed altri – di più – presenti insieme con alcuni amici rotarctiani al Mediterraneo. Ambiziosi i progetti che questi ragazzi si sono prefissati per quest'annata che, oltre ai service come l’installazione di un defibrillatore a favore della Misericordia, ha l’obiettivo di cercare di rivitalizzare l’Interact Firenze Est. 
Argomento, di stagione, della conferenza di stasera è stato in parte medico, in parte storico perché le pandemie non sono nuove sulla faccia della terra e sorprendono l’umanità quasi allo stesso modo, come hanno confermato i relatori, il prof. Alessandro Bartoloni e la dott.ssa Donatella Lippi, ricordando come il disorientamento, le voci, le notizie false e anche le mascherine e i disinfettanti siano stati protagonisti di epoche più o meno lontane, quando la nostra comunità si è trovata di fronte a malattie infettive diffuse

Il paddle, divenuto in Argentina uno degli sport più praticati ed affermatosi in Spagna come sport indoor, ha trovato in Italia spazi aperti, circondati ad vetri, come i due campi del Circolo tennis di Firenze da dove ha preso l’avvio la nostra serata, grazie ad una dimostrazione di uno sport veloce e faticoso. Il giudice arbitro Pucci ha confermato nella sua conversazione le abilità richieste ai giocatori che si misurano in un campo più piccolo di quello del tennis e con la palla tenuta in gioco dalle pareti, mossa da colpi particolarmente forti alle racchette, più larghe e dall’impugnatura più corta.