T1718IT PMS C

Per il nostro presidente ritrovare l'amico e compagno di studi Riccardo Petroni è stata un’occasione per ripercorre insieme con lui la storia di una generazione. Partendo dalla sua passione per gli eterni Beatles, Petroni – che è stato membro del Rotaract – ha raccontato della sua carriera nel mondo bancario e l’impegno per la realizzazione e gestione della sede della comunità di San Patrignano in provincia di Trento, aiutandoci a ritrovare il filo di una vita che – a molti ragazzi degli anni 50 e 60 – comincia ad aver bisogno di essere raccontata, proprio da quel colpo di fulmini per i Quattro di Liverpool.

Da quando aveva 11 anni (1962) Petroni si è dedicato a rintracciare edizioni e brani inediti dei Beatles che ora fanno parte di una originale e preziosa collezione fino a divenire un punto di riferimento in tema, come dimostrano le recenti iniziative di Rovereto dove, due anni fa, ha proposto una rilettura dei Beatles in chiave jazz. La passione per la musica che non deve aver interferito con gli studi, è laureato in Economia e Commercio a Firenze, né con la carriera che lo ha visto direttore di banche e aziende multinazionali, portandolo a viaggiare in tutto il mondo prima di una nuova svolta, a 57 anni, quando decise di dedicarsi a tempo pieno al volontariato presso il Carcere di Rovereto e nella comunità di recupero giunta nel frattempo in Trentino.

Da poco meno di un anno il dott. Crini è procuratore è della Repubblica a Pisa, una città che gli piace – ha detto in un’intervista – perché gli ricorda Firenze, grazie alla presenza dell’Arno. Attratto giovanissimo verso la magistratura, fu tra i primi del suo concorso iniziando la carriera a Prato per poi ritornare a Firenze facendo parte del collegio penale del processo sulla seconda anonima sequestri, fino al decisivo incontro con il pubblico ministero Francesco Fleury.

E’ con i magistrati di quella generazione che il giovane Crini affronterà i processi sul Piano Casa e la diga Bilancino, i delitti del mostro e infine lo sconvolgente attentato di via de' Georgofili del 27 maggio 1993. Di turno quella notte con i pm Chelazzi e Nicolosi, Crini ha sviluppato le indagini delicatissime su quella notte di follia che coinvolse a Roma e Firenze decine di persone, vittime di una cieca violenza. Una conversazione, quella presso il nostro club, che riassume perfettamente il ruolo e la personalità di uno dei magistrati che hanno segnato la storia giudiziaria della nostra regione.

L’edizione 2017 del Premio Testimonianza Barbara Bona ha visto la consegna del riconoscimento (dotato di Euro 4.000,00) ad una delle più antiche istituzioni della città, l’Istituto degli Innocenti e all’associazione Pianeta Elisa di Borgo San Lorenzo. Come ha sottolineato il presidente della commissione del premio G. Fossi , il Testimonianza è indirizzato a personalità e istituzioni che fanno più del proprio dovere, nello spirito rotariano del servire e nel segno dell’attenzione alle persone in difficoltà ricordando Barbara Bona, la cui mamma ha lasciato in suo nome una significativa donazione vincolandone il nome al Premio Testimonianza. Tra i motivi della serata anche la scelta del mese di aprile che nel calendario roatriano internazionale è dedicato alla salute materna ed infantile.

Il Presidente Rogantini  successivamente ha consegnato alla prof.ssa Gianna Bacci il premio dedicato al “Mondo di Elisa”. Accomuna le due istituzioni, l’una pubblica e con 600 anni di storia, l’altra privata e sorta alla fine del secolo trascorso, l’attenzione all’infanzia e all’educazione sotto tutti i punti di vista. E’ un punto sul quale il presidente Rogantini ha investito molte delle risorse di quest’anno, inserendosi nell’azione del Firenze Est verso le giovani generazioni, sia in ambito rotariano (con la partecipazione ai RYLA internazionale a Parigi e interdistrettuale con gli amici del 2072) che in quello della società più vasta (100 artigiani) e cui si riconduce anche il Testimonianza.

In una giornata primaverile ci siamo ritrovati al Museo dell’Opera del Duomo, splendido percorso per conoscere dalla facciata alla  Cupola, la Cattedrale di Firenze, guidati dalla nostra Cristina Acidini.

Passo dopo passo l’avventura di Arnolfo,l’abbattimento della prima facciata, la meravigliosa ricostruzione nel museo, le statue, la cupola… una storia di 700 anni sfogliata con passione e competenza, servita a tutti per rimettere gli orologi, più che sulla imminente ora legale, su quella della storia, passata – come avvisa un cartello all’ingresso del museo circa la presenza di grandi artisti su quelle stesse pietre – accanto a noi. Una storia con cui confrontarsi per comprendere anche il nostro futuro che la modernità del museo ben rappresenta.

Claudio Conese ha affrontato il tema dell’ambiente nell’attuale fase demografica e climatica considerando come, in prospettiva 2050, Asia e Africa saranno le aree più popolate del mondo riproponendo il tema della sovrappopolazione unito a quelli del tenore di vita, dello spreco e dell’inquinamento tipici delle società industriali.

Mancheranno le risorse? Già oggi dopo 6 mesi, ogni anno, sono utilizzate le risorse prodotte per cui si consumano le riserve, in primo luogo energetiche del pianeta accumulate nei millenni. Per questo la ricerca analizza e sviluppa le risorse alternative, vento e sole, energie rinnovabili e non esclude il ricorso al nucleare.

Il Centro Trapianti di Midollo Osseo (TMO) della AOU Careggi ha probabilmente superato in 29 anni di attività i duemila trapianti di cui più della metà autologhi. Centro adeguato ad effettuare trapianti autologhi ed allogenici da donatore familiare e non familiare accreditato a livello europeo, svolge attività di prelievo di cellule staminali emopoietiche di midollo da donatore volontario per il Registro Toscano Donatori di Midollo Osseo.

E’ in questo ambiente di eccellenza scientifica e di umana speranza che si muove – sotto la guida del fotografo Federico A. Cutuli – il progetto del nostro Rotaract per una mostra fotografica sul Centro, inaugurata oggi alla Florence Biennale. Le sensazioni che ci sono state raccontate da quanti hanno partecipato sono forti specialmente per chi ci è passato e non sono pochi, giacché in un anno sono almeno un centinaio i trapianti di midollo realizzati e molti altri gli interventi farmacologici operati su pazienti italiani e stranieri, anche provenienti da Paesi molto avanzati, quali Norvegia, Svizzera, Stati Uniti.