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Da chi farsi dire le proprietà di una bevanda talvolta controversa quale il caffè, se non da un medico, il Dott Alfonso Lagi? Ecco la soluzione trovata nella nostra serata su storia e proprietà del caffè. Anche l'aperitivo si è concluso con un dolce in tema e il dibattito ha permesso di sapere tante cose, ad esempio che non è sbagliato prendere qualche caffè al giorno. Più difficile sapere se si dorma meglio o peggio. Sono intervenuti con diverse domande tra gli altri Tonelli, Diana, Zerauschek, Selleri, Bianchi, Cesaro. Durante la relazione sono state servite dallo staff del Mediterraneo due diversi caffè: uno arabica al 100% e uno con una miscela composta anche da robusta, in modo che i soci presenti potessero assaporarne le diversità.

Come ha annunciato il Presidente, a marzo una delegazione del Club visiterà Napoli. Sei mesi prima ecco gli amici napoletani dei Club Nord ed Ovest qui con noi, in visita a Santa Croce e al complesso storico monumentale che i nostri Cancellieri e Acidini insieme con Alberto Bruschi hanno fatto apprezzare in modo davvero speciale nella sua varietà, unica anche per una città tanto significativa come Firenze.

Santa Croce è in realtà una somma di luoghi, dalla basilica francescana, alle cappelle delle grandi famiglie, tra cui primeggia quella dei Pazzi, le celeberrime urne di forti di fosco liana memoria, la controversa statua di Dante, la piazza col calcio in costume e gli eccessi della movida fino al nascosto novecentesco famedio.

Ma una visita a Firenze, dopo il Columbus e dopo Santa Croce non poteva non includere la gioia di una cena che, ci dicono gli esperti, ha realmente rispettato i migliori canoni della cucina toscana, organizzata in modo perfetto dal nostro Giovanni Diana al suo ristorante Pallottino, a pochi passi dalla piazza di Santa Croce.

La tradizionale Messa in suffragio dei rotariani defunti, si è svolta quest’anno a San Miniato al Monte dove nel corso del pomeriggio del 2 novembre numerosi fiorentini e forestieri si sono uniti alla Comunità monastica per i vespri nel cimitero delle Porte Sante per poi entrare solennemente in basilica per la celebrazione eucaristica. Con i nostri soci anche numerosi amici del Rotary Club Firenze Nord e fedeli che hanno ricordato così i loro cari. P. Bernardo, abate di San Miniato, ha sottolineato nell’omelia la speranza della fede nella vita eterna come una guida per tutti i credenti a orientarsi verso ciò che nella vita è più importante e ha salutato i rotariani presenti. Nel ricordare i nostri defunti nel pensiero e nella preghiera, vada una particolare memoria al nostro socio Umberto Conciani scomparso a soli 52 anni lo scorso 20 marzo. 

Pochi sanno, ha detto il nostro relatore, che il complesso di Santa Croce riunisce, fin dalla proprietà enti tra loro diversissimi e talvolta contrastanti, dal Ministero dell’Interno cui è, sorprendentemente, si direbbe, la chiesa e via via gli enti del Ministero dei beni culturali e naturalmente i Frati francescani che in questa zona della città sono presenti dal XIII secolo.

Dapprima oratorio a servizio di una comunità ancora fuori delle mura antiche, Santa Croce diviene il luogo di onore di alcune grandi famiglie, a cominciare dai Pazzi, protagonisti della congiura contro i Medici fino a divenire, nei secoli più recenti, un pantheon della memoria nazionale, le famose Urne dei forti cantate da Foscolo. Laicità e religione vi si incontrano in un modo straordinario. A tutto questo sovrintende l’Opera che – analogamente a strutture simili di altre basiliche e cattedrali – ne cura un cantiere di fattop ermanente.

Il dott. De Micheli con passione e stupore per la grandezza del luogo che gli è toccato dirigere, si è mosso tra ricordi personali e le eccezionali opere d’arte della Chiesa per spingerci a conoscere un monumento che per tutti i fiorentini è simbolo della storia cittadina. E già la prossima settimana, in occasione della visita di alcuni rotariani napoletani il nostro arch. Cancellieri ci guiderà a Santa Croce.

Un’occasione da non perdere.

I presenti hanno partecipato alla proiezione del film sull’alluvione del 1966 proposto da Paolo Fantacci, realizzato sul materiale che lui stesso (all’epoca undicenne) e il padre Beppe raccolsero grazie alla loro posizione rispetto alla città, abitavano infatti a Bellosguardo ma anche alla avventura che condivisero, padre e figlio, nell’attraversare, fin dove fu loro possibile, i quartieri colpiti. Immagini che oggi non mancano di toccare la nostra sensibilità. D’altra parte Firenze, anche a distanza di oltre 50 anni, vede in quell’avvenimento un prima e un dopo nella sua storia millenaria, segno di quanto ha inciso nell’esperienza di ciascuno dei suoi abitanti. Non sono dunque solo ricordi o ricerche storiche ma memoria viva. 

La rotta di Caporetto iniziata alle 2 di notte del 24 ottobre 1917, cento anni fa. Nella memoria collettiva è rimasta impressa più di una battaglia vinta di tutta la Grande Guerra. Gianfranco Rossi, comandante dell’Istituto Geografico Militare  ha organizzato a Firenze una mostra molto accurata e documentata che ricostruiva gli scenari della guerra, gli armamenti delle truppe e le zone di azione ricostruite fedelmente con cartine e plastici. Capire il senso di quella sconfitta vuol dire anche ricordare le sofferenze della Guerra 1915-18 che fu anche – come ha detto il presidente Tonelli (nella foto sotto con il relatore) - un avvicinamento “tra le classi sociali, tra il nord ed il sud del paese che furono determinanti per il senso patrio” e nel quale “i nostri avi che hanno sofferto nei campi di battaglia e spesso sacrificato la loro vita e dei quali non dobbiamo perdere la memoria personale e del dolore che tante famiglie hanno patito per quella guerra”.