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Dai tempi più antichi tutti sanno quanto risultano salutari le acque termali, sia per la prevenzione e cura di alcune malattie, sia nell’ottica oggi sempre più importante di conservare la bellezza e mantenersi giovani. E Porretta è uno dei luoghi storici del termalismo italiano, come ha illustrato il dott. Mitrotta ricordando il tempo d’oro della ferrovia, la prima che attraversò l’Appennino unendo il Nord Italia a Roma. Il mondo delle terme ha intanto subito un profondo cambiamento, passando da una richiesta da parte di una utenza prettamente medica ad una domanda molto più turistica, che ha fatto perdere di vista le proprietà delle acque termali. Ciò rischia di valorizzare solo l’aspetto alberghiero e ricettivo a discapito di quello legato ai trattamenti e spesso generalizzando gli stessi, senza tener conto delle diverse caratteristiche delle acque termali.

Ogni sito infatti ha delle peculiarità che lo differenziano dagli altri, rendendolo adatto alla cura d i patologie diverse, come dimostra l’autentica ricchezza termale del nostro Paese. Le Terme di Porretta, puntando sullo studio e la ricerca al fine di sfruttare al meglio il potenziale delle proprie acque, ha raggiunto alcune specializzazioni di rilievo, tra cui la fibromi algia. Nel dibattito gli amici Zerauschek, Tonelli, Spagli e il suo ospite dott. Pasquale Boccieri, impegnato in un Master sull’argomento, hanno animato una conversazione vivace. E’ toccato invece a Sara Ermini ritornare sulla qualità dell’offerta alberghiera delle Terme di Porretta.

A tutti il dott. Mitrotta ha risposto con competenza concludendo con l’invito a vedere di persona. Ha poi consegnato al Presidente Fantini una targa appositamente realizzata in ricordo di questa serata

Marco Marchettoni, schietto, emozionato, entusiasta, ha offerto ai presenti uno sguardo alle molteplici applicazioni del laser nell’arte del taglio di oggetti, accessori, prodotti di ogni genere. Non c’è un settore in cui la tecnologia, della quale il nostro relatore si è impadronito in oltre 30 anni di esperienza sul campo, non sia applicabile e questo permette ad un’azienda specializzata di proporre i propri servizi a tutto il mondo produttivo, in un ambiente di forte concorrenza, anche tecnologica nel quale tuttavia la nostra regione eccelle abbinando la produzione e l’applicazione del laser ai settori trainanti della propria economia, tra i qu ali, come ha sottolineato Marco, quello della moda e dei suoi numerosi accessori. Interventi, tra gli altri, nel prosieguo di conversazione, degli amici Fantini, Tonelli, Belloni, Rogantini.

In una delle più belle piazze fiorentine, il Palazzo Bartolini Salimbeni, costruito nel 1520 da Baccio d’Agnolo, ospita da pochi mesi la Collezione che il gallerista Roberto Casamonti ha dedicato all’arte del Novecento. Il corpo completo dei dipinti e delle sculture copre un arco cronologico che, dai primi anni del secolo passato arriva sino ai nostri giorni, con attenzione sia all’arte italiana che internazionale. La visita guidata è resa possibile da un’associazione culturale appositamente costituita per gestire e animare il museo, che i nostri soci hanno visitato oggi guidati dalla bravissima Valentina Calamandrei

La Santa Messa in ricordo dei rotariani defunti è stata celebrata nella Basilica di San Miniato dall’Abate P. Bernardo Gianni, nostro socio onorario. Al termine della Messa P. Bernardo ha ricordato i rotariani defunti, in particolare del Firenze Est e del Valdisieve, “grato per le opere di carità in tutto il mondo” promosse dal Rotary. E’ stata quindi letta dall’amico Giovanni Petrocchi la preghiera del rotariano.

Non è mancato il ricordo, nel centenario della fine della Grande Guerra, dei giovani che si sacrificarono in quel sanguinoso conflitto e di cui vi è traccia, insieme con quella di fiorentini di ogni epoca, nel cimitero monumentale annesso alla Basilica.

Nelle intenzioni del presidente Fantini  l’invito al PDG Minguzzi si colloca tra le opportunità di “parlare della nostra associazione, dei valori che portiamo avanti, delle prospettive che il Rotary International delinea per i prossimi anni” con una personalità di lungo corso rotariano, Past Governor del Distretto 2070, storico organizzatore del RYLA. E Minguzzi non ha mancato l’obiettivo trattando principalmente dei principi etici che un rotariano dovrebbe seguire.

Per il nostro relatore è importante sottolineare la differenza tra principi morali, che sono oggettivi e non dipendono da alcuna scelta, e principi etici, che viceversa sono soggettivi. Egli vede infatti nell’etica né un principio assoluto e tantomeno universale ma una conseguenza, forse un presupposto, del ruolo che una persona svolge nell'ambito della società. Il rotariano dovrebbe seguire nelle proprie scelte i quattro principi di fondo, che altro non sono che le risposte alla nota Prova delle quattro domande: "principio di verità, principio di giustizia, principio di lealtà, principio di solidarietà".

Soffermandosi su quest'ultimo, il PDG I.G. Minguzzi ha ricordato che non la si può esercitare solo dal punto di vista finanziario ma anche e soprattutto personalmente, affinché ognuno utilizzi e metta a servizio degli altri le proprie peculiarità, collaborando con gli altri soci al fine di raggiungere uno scopo comune. Guardando al passato e cercando uno punto per il futuro, Minguzzi ha ricordato come si viva in un cambiamento continuo, ciascuno a modo proprio, in funzione del proprio carattere e delle proprie inclinazioni e con diversi esempi ha messo in luce le differenti attitudini che posano far crescere l’amicizia, poiché è frequente che il lavoro di squadra e in amicizia faccia raggiungere risultati insperati e come anche il contributo dell'ultimo di noi possa essere determinante nel raggiungimento degli scopi rotariani.

Nel dibattito sono intervenuti Fossi, Presidente del nostro Club nell'annata in cui il relatore fu Governatore dell'allora distretto 2070, Azzaroli, Taddei Elmi e Queirolo (ospite dell’amico Bartoli e socio del R.C. a New York). –

Poco più che cinquantenne, Favelli, fiorentino trapiantato a Bologna, dove si è laureato in Storia Orientale, vive oggi a Savigno, sulle colline occidentali del capoluogo emiliano verso Bazzano e Vignola. Terre di buon vino, tanta frutta e della recente scoperta del tartufo.

Nella conversazione al Club Favelli è partito così dalla sua storia personale, tra le due città, vicine ma diverse come del resto i rapporti familiari che ne hanno ispirato l’attività artistica tra realtà odierna e ricordi passati. Forme artistiche diversificate che prevedono quadri, sculture, installazi oni che quasi si fondono grazie all’utilizzo di materiali di recupero e oggetti di uso comune di una società novecentesca ormai forse quasi definitivamente accantonata.

Favelli, che come ha ricordato il Presidente Fantini è un artista autodidatta giunto con le sue opere in importanti Musei italiani e nel mondo come MACRO e MAXXI di Roma, MAMbo di Bologna, Museo Marino Marini di Firenze, Palazzo Riso di Palermo, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Maison Rouge - Fondation Antoine de Galbert di Parigi, Projectspace 176, Londra.
Per noi ha riservato due suoi lavori recenti: il primo la “Serie Imperiale” con il quale è risultato vincitore della seconda edizione di Italian Council 2017 organizzato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo con la rappresentazione in affreschi effettuati nell’ex Mini Coop e in una casa del popolo a Bologna poi strappati dei francobolli serie Imperiale raffiguranti Re Vittorio Emanuele III con le sovrastampe effettuate a Zara durante l’occupazione nazista nel periodo della Repubblica Sociale Italiana.

La seconda opera intitolata invece “Gli angeli degli Eroi”, richiamando alla memoria il nonno militare, è il primo monumento italiano a ricordo di tutti i caduti militari italiani in tempo di pace. Questa installazione presente al Museo MAXXI di Roma ha avuto un particolare riscontro in quanto è stata presentata al Quirinale per la festa del 4 novembre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel dibattito con Fantini interventi degli amici Spagli e Zerauschek a completare una approfondita analisi dell’arte contemporanea.