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Non potendo raggiungere Francoforte eccoci insieme per una riunione di informazione e operativa sul progetto comune proposto dagli amici tedeschi. Lingua franca l’inglese. Il nostro presidente ha raccontato per primo della situazione italiana, subito raggiunto dai colleghi. Toccante l’intervento della dott. Susanna Springborn, di Wiesbaden (nella foto durante il suo intervento) che come medico di famiglia ha ringraziato l’Italia per i contatti proficui che mentre la malattia ancora non era esplosa in Germania ha potuto intrattenere con medici di Brescia imparando molto dalla loro già complicata esperienza. Come ha detto il presidente di Wiesbaden,Riunione Quadrangolare Thiel "non ci sono malati o sofferenti per il Virus nel nostro club ma la vita del nostro club con incontri personali è stata sospesa già 4 settimane fa ed ora abbiamo incontri elettronici, che ovviamente non sono gli stessi. Purtroppo tutte le joint venture, le escursioni e le gite sono state definitivamente cancellate, incluso il nostro incontro quadrangolare congiunto, che era previsto per la fine di maggio a Francoforte".

La decisione di annullare è stata inevitabile nonostante lo sforzo degli organizzatori, in particolare l'amico Michael Germann, che abbiamo rivisto con piacere anche nella riunione di oggi. A Bruxelles e Parigi le riunioni via zoom come da noi e in Germania sono ormai la normalità e per questo tutti hanno accettato di vedersi questo sabato, da un’idea del nostro presidente. All'ultima quadrangolare Thiel aveva presentato il "progetto sui rifiuti di plastica" che ora i 4 club potranno proseguire dopo il proficuo scambio di informazioni di oggi. In particolare si tratta di entrare in un progetto rotariano internazionale partito da Amsterdam chiamato "End Plastic Soup" (www.endplasticsoup.org) che coinvolge ormai oltre 800 Rotary Club in tutto il mondo e dove sono previsti diversi progetti di sovvenzione globale nel terzo mondo. Gli amici di Wiesbaden vi hanno coinvolto, oltre a noi, altri club dei loro dintorni, in tutto una decina, per raggiungere un buon risultato. Andrà così senz’altro. E alla prossima, amici della Quadrangolare!

Le riproduzioni della Corona, dello Scettro e del collare del Toson d’Oro di Cosimo I esposti a Palazzo Vecchio
Il caminetto virtuale si è aperto con i saluti dei presidenti presenti e del PDG Franco Angotti che ha sottolineato la gioia del ritrovarsi in rete, vedendosi l’un l’altro. L’incontro si è poi articolato sui tre interventi dei relatori, a partire da Carlo Francini della Direzione Cultura Ufficio Centro Storico UNESCO del Comune di Firenze, per proseguire con la nostra socia Cristina Acidini Presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno e per concludere col nostro socio Paolo Penco, Maestro Orafo fiorentino, che ha realizzato le riproduzioni della Corona, dello Scettro e del collare del Toson d’oro di Cosimo I attualmente esposti a Palazzo Vecchio e riprodotti nella parte superiore dell’immagine. Purtroppo le attuali restrizioni sulle libertà di movimento non ci hanno consentito di riunirci fisicamente in un luogo dove Paolo avrebbe portato, in via del tutto eccezionale, i simboli del potere da lui realizzati. Paolo ha raccontato la ricerca sui simboli del potere ducale di Cosimo, a partire dalla bolla papale che la descrive forse meglio delle diverse rappresentazioni che ne hanno gli artisti. Per Paolo Penco la ricerca è stata una base fondamentale e anche faticosa ma di grande stimolo della sua passione artistica, confermata anche dal coinvolgimento di Stefano Gallastroni - Direttore Generale Fondazione Arte della Seta Lisio, rotariano, che ha contribuito al completamento dell’insieme dei simboli.

Il nostro Marco Lombardi si era riservato un regalo eccezionale per il suo sessantesimo compleanno: 35 giorni fuori dal mondo per compiere la regata atlantica in barca a vela da Las Palmas all’isola di Santa Lucia nei Caraibi. E’ andata bene – ci ha spiegato – soprattutto grazie ad un’attenta preparazione perché, anche se gli alisei garantivano la rotta, l’oceano non ammette distrazioni. Nelle tremila miglia di viaggio occorre essere autonomi e prevenire gli incidenti che potrebbero risultare fatali, specialmente in caso di caduta in mare. Divertimento dunque ma anche un vero e proprio lavoro, preparato prima e studiato attentamente con l’aiuto degli altri, persone spesso sconosciute e di altre nazionalità con difficoltà anche linguistiche, come stare in una barca con quasi tutti i compagni di altri Paesi e naturalmente in spazi ristretti e con tempi da rispettare. Marco ha saputo mettersi alla prova e raccontare il viaggio con la tranquillità di chi può dire: ce l’ho fatta.

Col nipote di Lamberto Ariani, il nostro Luigi Cobisi e Laura Marini del RC Brunelleschi hanno condiviso il ricordo di una persona capace di grande slancio e concreta abilità organizzativa ma soprattutto di riconoscere negli altri – pur tra le mille asperità dei diversi caratteri – altrettante capacità che guidò nei diversi campi in cui si cimentò con passione. Se per Tommaso è soprattutto la figura di un nonno viaggiatore e volto a una dimensione internazionale che gli ha trasmesso come un dato della nostra epoca, Laura Marini ha ricordato la relazione magistrale che Lamberto Ariani lesse alla fine del suo anno da governatore nel 1977. I temi sono tutti ancora validi, a cominciare dall’apertura al Rotary di persone di ogni provenienza ed esperienza. Luigi Cobisi ha tracciato il percorso spesso accidentato della vita di Ariani, che egli ha affrontato con fede e coraggio fino all’ultimo dando esempio di integrità senza però rinunciare alle proprie opinioni. Lamberto Ariani - Trieste 14 aprile 1920 – Firenze 10 novembre 1999 – fu giovane avvocato dopo l’avventura da ufficiale nella campagna e nella terribile ritirata di Russia (1941-43) esperienza di condivisione con gli ultimi che ne segnò l’azione umanitaria per tutta la vita. Consigliere comunale (1946-51) poi Pretore onorario, si affermò come vero pioniere del turismo all’aria aperta e congressuale, i cui sviluppi ha legato alla città di Firenze, dapprima quale fondatore, segretario generale (1950-1977) presidente (1985-87) della Federazione Italiana del Campeggio, realizzandone tra l’altro la prestigiosa sede alle porte di Firenze e successivamente quale promotore e segretario generale (1966-1976) del Palazzo dei Congressi di Firenze del quale sovrintende ai lavori. Docente al corso di economia del turismo dell’Università di Gorizia mise al servizio dei giovani un’immensa esperienza di organizzatore sin da quando a Firenze, nel Parco delle Cascine (1950) portò migliaia di campeggiatori per il primo vero raduno turistico internazionale del tempo di pace e successivamente inaugurando i primi campeggi cittadini e l’Ostello della Gioventù.

Paolo Vannuzzi leader di un’azienda italiana di consulenza ICT specializzata nella fornitura di progetti e soluzioni cloud, già nel 1999 fondava la sua prima azienda informatica fino a realizzare l’applicazione di riferimento IBM per Lotus Notes. Nel 2006, con Global Base, si affaccia sul mercato come partner di Google Enterprise, finché nel 2013 costituisce con Global Base e ScubeNewMedia, la Noovle di cui oggi coordina utte le attività commerciali e di marketing. Tra i progetti di Vannuzzi Crescita Digitale per favorire lo sviluppo tecnologico del Sistema Paese.
E di questo sistema è stato messo a dura prova dal confinamento e dall’improvvisa esplosione del telelavoro per necessità perché – sebbene lo smart working sia uno sviluppo inarrestabile – tutto è stato affrontato con la pressione della emergenza. L’immenso esperimento attuale ha fatto schizzare le vendite di computer portatili (+110%) come il traffico delle piattaforme di scambio (+800%) con 44 milioni di accessi contemporanei nei momenti più presidiati. Ecco perché il cloud, cioè l’accesso ed utilizzo di capacità di immagazzinare e utilizzare dati a distanza, potrebbe rivelarsi decisivo ma occorrerà anche sviluppare una nuova organizzazione aziendale. Su questi temi si è sviluppata la nostra discussione con interventi degli amici Diana, Monaco, Fossi, Cortigiani, Reali, Spagli, Taddei, ciascuno con la propria esperienza che ha permesso di confrontare quanto ci accade ora ma con l’aiuto dell’esperto che ha sottolineato alcuni aspetti insistendo sulla progettazione o meglio riprogettazione delle infrastrutture informatiche e dell’organizzazione di aziende ed enti. E anche il Rotary, con la sperimentazione delle riunioni a distanza sta dando il suo contributo.

Con l’amico Giovanni Squarci, in diretta dall’ufficio stampa di Careggi, abbiamo avuto le novità del grande impegno comunicativo che gli ambienti sanitari toscani stanno facendo per informare in modo sicuro sull’andamento della epidemia in stretto contatto con la Regione. Soddisfazione anche per l’impegno dell’associazionismo che ha permesso di fornire, come nel caso del Rotary Firenze Est, materiali che arrivino subito superando le difficoltà burocratiche. Un grazie è stato rivolto in particolare a Franco Paolillo per il reperimento rapido dei condizionatori. Il Rotary, ha sottolineato Giovanni, ha precorso i tempi con il progetto End Polio Now, modello di coordinamento degli sforzi contro una malattia. Molto interesse ha destato nei soci il test in corso tra il personale sanitario – a Careggi per ora il 95 per cento ha dato esito negativo - e sono in atto percorsi differenziati per pazienti COVID e altri, per i quali nulla è stato fermato. La ricerca è in corso ma lo sviluppo delle cure non vicinissimo. Gli studi sono condotti ovunque con grande impegno e la storia epidemiologica attuali una gigantesca sperimentazione. Nel frattempo è tutto il tessuto sociale a risentirne tanto da sperare in un aiuto psicologico per malati e parenti, dato che per lungo tempo dovremo convivere con la prudenza. Su questi temi sono intervenuti Dringoli – Diana - Spagli – Cortigiani - Fossi – Cobisi - Luchinat.
Giovanni Petrocchi, da Monza, ha raccontato come si percepisce il dramma mentre Monaco e Martini hanno completato gli interventi sui dati epidemiologici e l’isolamento attuale. Sembra una lunga maratona alla quale bisogna prepararsi con un cauto ottimismo per i dati che arrivano e per l’azione della scienza e l’equilibrio di ingressi e uscite dagli ospedali, un segnale che spiega come l’attuale confinamento sia utile ma anche che le nostre abitudini dovranno contribuire a mantenerlo