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Il prof. Lombardi, dopo molti anni di insegnamento della filosofia del diritto all’Università di Firenze e alla Cattolica di Milano, è approdato ad una ricerca personale e filosofica che egli stesso ha definito stare “sul crinale” tra Oriente e Occidente, in un’ottica di mistica laica che – dopo la controversa conclusione del suo rapporto con l’Università Cattolica - lo ha condotto a criticare la Chiesa e il Papa.

La figura di Niccolò Stenone rappresenta uno dei più duraturi raccordi tra la cultura fiorentina del tardo Rinascimento e la Danimarca, una terra solo in apparenza lontana, che in realtà ha mantenuto con l’Europa meridionale e la sua tradizione umanistica e scientifica legami che giungono fino ai giorni nostri attraverso un costante flusso di studiosi e appassionati dell’arte italiana.

Prima di entrare nell’argomento una breve discussione ha riguardato la domanda se il Rotary faccia notizia. Massimo Lucchesi e Mauro Todeschini hanno confermato che la vita associativa, così intensa nella nostra città, ha uno spazio particolare nell’informazione specialmente se quanto viene fatto è realmente di interesse generale.

Classe 1945, Alessandro Petretto è uno dei maggiori esponenti della ricerca in economia pubblica del nostro Paese. Docente della Facoltà di Economia di Firenze, ha ricoperto numerosi incarichi accademici e presso enti di studio e programmazione economica pubblicando numerosi testi e ricerche.

“Ho fatto una radiografia” ha detto Ernesto Failla al termine del dibattito che ha fatto seguito al suo articolato intervento con cui ha cercato di spronare i rotariani a “saper volere le cose che faremo, specialmente per le scuole e nelle attività artistiche, letterarie, filosofiche che aiuteranno la ripresa culturale”.

Serata che ha esaltato la convivialità con uno stile nuovo e coinvolgente che cerca, con l’esperienza di una cucina vicina ai nostri prodotti più veri. Purtroppo ilbollettino non può trasmettere i sapori. Chiedete agli amici che c’erano, però, e troverete le ragioni del sicuro successo della serata animata dal gastrosofo,  filosofo del mangiare, evidentemente, Ulisse Vivarelli