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In un ambiente rilassato (come testimonia la foto qui accanto) l’esposizione forlivese (Musei dei Domenicani, dal lunedì al venerdì: 9.00-19.00 - sabato: 9.00-13.00, fino al 10 luglio) su Maria Maddalena è stata protagonista della conferenza della curatrice e nostra socia Cristina Acidini.

Circa duecento le opere d’arte di ogni tempo, dall’antico al Novecento, che presentano il mistero di Maria Maddalena, la donna che i Vangeli mettono accanto a Gesù in momenti decisivi della sua vita pubblica fino ad assistere alla crocifissione ed essere prima testimone della resurrezione. L’attualità del personaggio, che ha attraversato tutta la storia della cristianità, è testimoniata in questi anni anche dalla decisione di Papa Francesco che ha elevato al grado di festa la memoria liturgica di Maria Maddalena, dal 22 luglio 2016, per significare la rilevanza di questa fedele discepola di Cristo.

A lei l’arte, la letteratura, il cinema hanno dedicato numerosissime opere tra cui autentici capolavori. La mostra segue l'evoluzione dell’iconografia della Maddalena nel corso dei secoli. Tra gli artisti che ne hanno affrontato il personaggio troviamo così Masaccio, Crivelli, Van der Weiden, Bellini, Perugino, Barocci, Savoldo, Mazzoni, Tiziano, Veronese, Tintoretto, Domenichino, Lanfranco, Mengs, Canova, Hayez, Delacroix, Böcklin, Previati, Rouault, Chagall, De Chirico, Guttuso, Melotti, Sutherland, Bill Viola. Di Alessandro Allori, ad es. la Maddalena ritratta nella foto a sinistra durante la conferenza.

Il paesaggio toscano in cui si inserisce la storica villa Calcinaia della famiglia Capponi è interamente modellato, da secoli, dall’uomo e dal suo lavoro, un giardino dove all’ulivo si alternano vigne di grande pregio. Naturale l’attenzione dei nostri amici che si sono avventurati tra cantine e degustazione, in particolare di un vin santo eccezionale, a quanto riferiscono

 

L’arch. Kercher (37 anni, una figlia con noi questa sera) è direttore generale dello studio Synthese, una società di progettazione francese. In un ottimo italiano ha descritto tra l’altro la costruzione di un edificio dell'Ecole CentraleSupélec, l’università tecnica nata dalla fusione di due importanti scuole di ingegneria: Supélec e Centrale Paris a Gif-sur-Yvette.

Per la nuova Ecole CentraleSupélec si è trattato di affermare la sua nuova identità, affidando agli architetti la urbanizzazione di una superficie di 24.017 m² e un parcheggio con 225 posti. In particolare l'edificio B, situato nel cuore del campus, fornisce il collegamento tra l'edificio Supélec esistente e il nuovo edificio LabCity.

L’edificio, che ricorda quelli della nostra università a Novoli, è stato pensato in coordinamento con le imprese aggiudicatarie della costruzione utilizzando importanti risorse software (REVIT) e nell'implementazione di un modello BIM (Building Information Modeling) con i costruttori. Elettronica che è stata in grado di fornire rappresentazione computabile delle caratteristiche fisiche e funzionali della struttura e delle sue informazioni relative al ciclo di vita previsto utilizzando standard aperti per il processo decisionale d’impresa rivolto alla migliore profittabilità. Un unico contenitore di dati grafici – disegni – e attributi – specifiche tecniche, schede e caratteristiche.

Il modello di dati grafici e attributi riguardanti l’intero ciclo di vita della struttura viene in pratica strutturato in forma di database con l’obiettivo che ci si trovi davanti a un’opera destinata a una durata compatibile con la sua funzionalità. Da registrare l’importante presenza alla riunione di esponenti dell’Ordine degli ingegneri e degli architetti.

Quasi tutti occupati i 450 posti a sedere della platea e persone anche sulla balaustra: sembra esser tornati a prima del Covid, pur con tutte le precauzioni necessarie. Con i rotariani e le scuole, presenti rappresentanti di tutti i corpi militari e le autorità civili tra cui il prefetto Valenti (che ha descritto il suo emotivo ritornoa Firenze dove aveva già prrstato servizio in passato) e il questore Auriemma.

I presentatori, Lucia Petraroli e Sandro Addario hanno animato la serata grazie anche a immagini delle precedenti feste e accolto i numerosi collegamenti esterni (tra cui Giovanna Giordana dalla Casa d’Italia di Montréal e il Coordinamento italofono di Buenos Aires) e la Fanfara della Scuola marescialli e brigadieri dei Carabinieri. Il presidente del CONI Malagò ha trasmesso un videomessaggio.

Le sette scuole impegnate in un concorso di foto e video hanno presentato i loro elaborati. Il Premio speciale della giuria è andato alla scuola Federico Enriquez di Sesto Fiorentino (classi IV B e V B) per il video con un pallone tricolore che passa tra gruppi di studenti dal titolo “#batteilcuoretricolore”.

In concorso, alle terze medie della Paolo Uccello di Firenze III premio per il video “Notti magiche di ieri e di oggi”, una ricerca storica sui grandi risultati della Nazionale di calcio; secondo premio a Teresa Caterina Rimini della scuola media Desiderio da Settignano di Dicomano, bellissime foto in palestra con verticale sulla sbarra; primo premio alla V F della primaria Baccio da Montelupo di Montelupo. E’ una video staffetta tricolore, molto ben costruito.

Il presidente della Giunta regionale Giani ha quindi ringraziato i giovani e il Rotary, sottolineando il valore della bandiera nazionale e i suoi riferimenti storici. E’ seguita una premiazione di atleti azzurri della Toscana come era stato promesso nella versione a distanza realizzata a causa delle restrizioni per la pandemia lo scorso gennaio e di cui l’occasione odierna è stata il festoso superamento, come ha avuto modo di sottolineare anche il governatore Damiani, in una serata che tra scuola e sport ha regalato un forte respiro di gioventù

La signora Caputi ha raccontato, a cuore aperto, la sua parabola familiare e lavorativa. Giovanissima mamma di due bambini perse il marito e dovette letteralmente inventarsi un lavoro che conciliasse il proprio ruolo con la necessità di mantenere la famiglia. Dopo diverse esperienze, l’idea della creazione di una bigiotteria colorata e non banale, capace di attirare l’attenzione delle donne e verso le donne mai anonime nella sua visione di acutissima osservatrice dei loro bisogni. D’altra parte è tutta femminile anche la manodopera che – senza computer, ha tenuto a precisare – la aiuta nel suo laboratorio e nei negozi che ha fatto nascere in Italia e all’estero. Non è facile fare l’artigiano ma la voglia di mettersi alla prova fa superare ogni ostacolo, comprese le incomprensioni con le banche e con i tanti fastidi di un imprenditore. Sollecitata da Penco, Minucci e Spagli la signora Caputi, Premio Columbus 2021, ha descritto il suo processo creativo, la curiosità verso i materiali che vanno letteralmente toccati per arrivare a uno degli oltre 13.000 prodotti da lei realizzati in carriera, comprese borse e accessori. A tratti emozionata la relatrice ci ha regalato un po’ del suo spirito di intraprendenza nella speranza sia contagioso.

Aperta fino al 31 luglio, la mostra di Palazzo Strozzi, ricostruisce l’itinerario artistico di Donatello attraverso opere quali il David in marmo e l’Amore-Attis del Bargello, gli Spiritelli del Pergamo del Duomo di Prato, i bronzi dell’altare maggiore della Basilica di Sant’Antonio a Padova oltre a numerose opere ricevute in prestito dai più importanti musei del mondo come il Louvre di Parigi o il Metropolitan Museum di New York.

Per la prima volta nella storia, escono dal loro contesto originario opere quali il celebre Convito di Erode del Fonte battesimale di Siena e le straordinarie porte della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo a Firenze, che rappresentano alcuni dei quattordici restauri realizzati in connessione con la mostra. Ricordiamo che l’esposizione continua al Museo Nazionale del Bargello nel Salone di Donatello, che ospita tra gli altri il San Giorgio e il David di bronzo in dialogo con altre celebri opere.

Le ultime sezioni della mostra illustrano l’influenza fondamentale che Donatello ebbe sull’opera degli artisti della Maniera Moderna e oltre, attraverso una serie di confronti inediti.