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Sono passati quattro secoli da quando, nel 1602, la cupola di San Pietro ricevette la sfera dorata che ne decora la cima. Era già l’opera di un Manetti, famiglia fiorentina che della decorazione in foglia d’oro, da cui il secondo cognome Battiloro, ha fatto un’arte ricercata in tutto il mondo fino all’odierna quindicesima generazione, rappresentata dal relatore Niccolò Manetti alla guida dell’azienda Premio Columbus 2020.

Sono tantissime le attività che caratterizzano questa speciale capacità di ridurre il lingotto ad una foglia sottilissima da poter applicare su superfici di arredamenti ed edifici interi in tutto il mondo, costruendo o restaurando la brillantezza che solo l’oro è capace di dare. E d’altra parte anche la nostra lingua riconosce all’oro questo particolare valore di cambiare le cose, come nell’espressione – ricordata da Niccolò Manetti – di “indorare la pillola” che vuol proprio dire avvolgere nell’oro una medicina in modo da assumerla più gradevolmente.

Era un privilegio di pochi, naturalmente ma l’italiano l’ha trasmesso a tutti. Nei filmati che hanno accompagnato la relazione le attività dell’antica fabbrica sono state illustrate con numerosi esempi.

Stupefacente la scatola con le foglioline disposte come le copate senesi, pronte dunque a indorare l’architettura e il design di una loro speciale dolcezza

Non è frequente nel nostro club che un socio si presenti ma le difficoltà del momento richiedono un’innovazione comunicativa che nella normalità sarebbe una più semplice conversazione. Daniele Berti ha ripreso così il tema raccontando della sua vita personale e professionale. 60 anni, sposato, due figli, è ingegnere civile.

La sua tesi riguardò i ponti strallati, di cui anche Firenze è testimone (Ponte all’Indiano) e nel corso della sua carriera ha lavorato anche in altri Paesi, dalla Romania all’America centrale. All’Aurora di Scandicci, dove ha svolto tre mandati ad presidente, ha contribuito alla ripresa dell’associazione nota anche per il suo teatro. E’ membro del consiglio di disciplina dell’Ordine e del comitato redazione della rivista professionale.

Tra i suoi hobby il poligono con tiro alla pistola rapido sportivo a bersaglio e dinamico sportivi. A parte le domande “personali” di alcuni soci il Presidente Martini ha chiesto a Daniele come ha vissuto la sua entrata al Club in un momento così particolare. Daniele ha risposto di non essere una persona che nella sua vita, almeno fino ad adesso, ha cercato molto la convivialità, non ha mai fatto parte di club o associazioni e quindi questa parte non gli è mancata; conosceva da tempo alcuni soci per vari motivi e comunque ha trovato una accoglienza da parte di tutti molto calorosa, che non pensava di trovare.

Il Presidente Martini ha concluso augurandosi di potersi rivedere tutti in presenza, anche per conoscere meglio i soci ultimi entrati e riallacciare i rapporti che purtroppo con alcuni soci si sono interrotti o rallentati.

Continua il piano di adozione del Numero Unico diContinua il piano di adozione del Numero Unico di Emergenza (NUE) 112 nei territori della Toscana. Dal 20 aprile il servizio ha raggiunto le province di Siena edi Grosseto che si aggiungono alle sei province già attivate: Firenze (distretto telefonico 055), compreso i comuni della zona empolese valdelsa (distretto telefonico 0571), Prato (distretto telefonico 0574), Arezzo (distretto telefonico 0575), Pistoia e Valdinievole (distretti telefonici 0573- 0572), Lucca (0583-0584) e Massa Carrara (0585).

Il CONCORSO FOTOGRAFICO è legato al tema del VTE (Vocational Training Exchange) dell’annata rotariana 2020-2021, l’Acqua in tutte le sue accezioni.I temi principali sviluppati nel programma sono:

1. “Gli ecosistemi delle zone umide costiere”

2. “I Mutamenti climatici: effetti sugli ecosistemi delle zone umide costiere

3. “Le aree naturali e zone umide costiere”

4. “La didattica ambientale ed il turismo naturalistico”

5. “Tecniche di appostamento per la fotografia naturalistica nella zone umide”

 

Scadenza 10 Maggio 2021

 

di seguito il Bando di concorso , scaricabile cliccando su questo link .

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La serata è stata una piacevole conferma delle capacità comunicative e divulgative della giovane e brillante guida, che ci ha “portati”, nella Galleria degli Uffizi per vedere con attenzione attraverso l’uso intelligente del medium informatico, alcuni capolavori di artisti rinascimentali, che spesso per questioni di celerità e di superficialità, vengono trascurati da molti visitatori.

E così attraverso l’esame stilistico-ermeneutico (non in modo pedante, ma accattivante) si è ricostruito un quadro storico-artistico di Firenze di fine 400, inizi 500. Siamo partiti dalla grande Adorazione dei Pastori (il “Trittico Portinari”) di Hugo Van der Goes poi passando attraverso le opere di Ghirlandaio, Mantegna, Perugino, siamo arrivati a Giovanni Bellini, soffermandoci come ultima opera sulla sua enigmatica “Allegoria Sacra”.

L’incontro è finito con l’auspicio di una prossima visita in quel di Firenze e dintorni, accompagnati da Elisa questa volta “in presenza”, formulando così il voto augurale più auspicato nei tempi odierni. Torneremo così a vedere la Galleria degli Uffizi affollata

Il tema dello Stadio è tra i più caldi dell’attualità fiorentina, specialmente daIl tema dello Stadio è tra i più caldi dell’attualità fiorentina, specialmente da quando i dirigenti viola ne hanno ripreso il progetto di ristrutturazione discutendo anche di alternative drastiche come l’abbandono dello Stadio Artemio Franchi o la sua ricostruzione.

La realtà è che lo Stadio di Firenze(1932) è un’opera d’arte, voluta dal poeta del cemento armato, Pier LuigiNervi. Sebbene i tifosi di oggi – e con loro molti politici – preferiscanosorvolare sul tema o peggio sottovalutarne il pregio, lo Stadio, con le suescale elicoidali, la torre di Maratona, la forma a “D” (testimone di un’epoca) e il sacrario dei giovani lì orrendamente fucilati nel 1944, loStadio di Firenze non è un luogo qualunque. Snaturato nel 1990 con la eliminazione della pista di atletica e svilito da scarsa manutenzione, il Franchi potrebbe essere oggetto di ampio recupero, come Borri e Spinelli egli stessi eredi Nervi hanno chiaramente mostrato.

Questi ultimi hanno anche accennato una certa distrazione dell’intellighenzia cittadina sul tema ma tutti sappiamo di numerosi interventi, a cominciare dall’Accademia delle Arti del Disegno, diretta dalla nostra Cristina Acidini, che in una lettera aperta lo scorso anno scrisse che “la partita decisiva che Firenze sta giocando, per non lasciar andare un pezzo della sua memoria e della sua bellezza, non si svolge nello stadio Franchi, ma attorno ai tavoli dove si lavora per il suo futuro”.

Giornalisticamente importante l’intervento del sovrintendente Pessina che ha ripercorso la genesi della legge dello scorso anno che ha portato al Ministero la responsabilità su eventuali interventi. Pessina è stato felicemente colpito dalla scelta del MIBAC. Restano dunque le priorità della conservazione verso cui convergono anche i progetti e le analisi dei relatori. Discussione approfondita e pacata come giusto sia in ambiente rotariano. Cosa poi realmente accadrà resta incerto sebbene il Comune abbia avviato lavori di restauro, certamente benvenuti. Il resto lo decideranno i risultati sportivi perché poi, alla fine, di quello vive lo Stadio e finché non ci saranno…