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Sono passati quattro secoli da quando, nel 1602, la cupola di San Pietro ricevette la sfera dorata che ne decora la cima. Era già l’opera di un Manetti, famiglia fiorentina che della decorazione in foglia d’oro, da cui il secondo cognome Battiloro, ha fatto un’arte ricercata in tutto il mondo fino all’odierna quindicesima generazione, rappresentata dal relatore Niccolò Manetti alla guida dell’azienda Premio Columbus 2020.

Sono tantissime le attività che caratterizzano questa speciale capacità di ridurre il lingotto ad una foglia sottilissima da poter applicare su superfici di arredamenti ed edifici interi in tutto il mondo, costruendo o restaurando la brillantezza che solo l’oro è capace di dare. E d’altra parte anche la nostra lingua riconosce all’oro questo particolare valore di cambiare le cose, come nell’espressione – ricordata da Niccolò Manetti – di “indorare la pillola” che vuol proprio dire avvolgere nell’oro una medicina in modo da assumerla più gradevolmente.

Era un privilegio di pochi, naturalmente ma l’italiano l’ha trasmesso a tutti. Nei filmati che hanno accompagnato la relazione le attività dell’antica fabbrica sono state illustrate con numerosi esempi.

Stupefacente la scatola con le foglioline disposte come le copate senesi, pronte dunque a indorare l’architettura e il design di una loro speciale dolcezza