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Il vantaggio di avere un governatore del nostro Club si è sentito, nella lunga riunione di stasera, quasi tre ore di conversazione rotariana su tanti temi, specialmente relativi al futuro del Rotary dopo la pandemia, le relazioni sempre più strette col Rotaract, con l’apprezzato intervento di Gabriele Piscitelli e degli amici rotarctiani presenti, ormai parte integrante del R.I., progetti per un futuro che dovrà tener conto di molti cambiamenti ma che non dovrà dimenticare le radici.

Quelle di Letizia Cardinale sono profonde: è figlia d’arte, perché il papà è stato un dirigente rotariano internazionale e governatore lui stesso ma soprattutto perché, prima donna ad occupare la carica di presidente del Firenze Est è anche la prima donna a diventare governatore del nostro distretto.

Il Rotary ha però ormai talmente ben compreso il messaggio di uguaglianza che solo marginalmente (le nostre socie sono solo un quarto del Club) se ne è parlato. Ciò che conta è l’esperienza comune e avere un po’ lenito la stanchezza di mesi legati al computer, la protesi, come la chiama qualcuno di noi. Davvero è irrinunciabile?

 

C’è l’impressione che in qualche modo sì, anche perché riunioni come questa forse in presenza sarebbero state complicate dalla conviviale e dunque meno intense. E poi gli amici Diana e Petrocchi, in viaggio, che hanno partecipato dalle loro auto, non è forse qualcosa di incredibile solo pochi mesi fa?

D’altra parte il governatore – che finora ha tenuto tutte le riunioni distrettuali via zoom – sta lavorando per salvare il Congresso di maggio, annunciato a Firenze nei grandi spazi della Scuola aeronautica dove le regole anti-Covid dovrebbero essere ben rispettabili.

E quel maggio speranzoso potrà anche farci ritrovare il Teatrotary con il sostegno alla campagna End Polio Now.un po’ lenito la stanchezza di mesi legati al computer, la protesi, come la chiama qualcuno di noi. Davvero è irrinunciabile? 

Si è parlato molto di comunicazione, anche rispetto alla Fondazione Rotary che Letizia Cardinale ha sottolineato essere meno nota di altre istituzioni con finalità simili. Eppure grande è l’opera che svolge, come ha ricordato Giuliano Sistini che ha animato la parte del dibattito più attenta alle speranze di un’azione risolutiva, a cominciare dalla lotta alla polio e con l’obiettivo di raggiungere il 100% dei soci del Firenze Est aderenti al programma EREY. Si è parlato anche di regolamenti e il presidente Martini ha preso nota delle opportunità (e degli obblighi) in vista di un rinnovamento della struttura che è il momento di affrontare secondo le prescrizioni del R.I.