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La visita a Firenze di Mark D. Maloney nella nostra città è durata meno di 20 ore affrontate nonostante la stanchezza del viaggio con tutto l’entusiasmo di un rotariano impegnato e simpatico alla sola tappa europea dopo la Convention di Amburgo.

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D’altra parte la quarantesima edizione della Quadrangolare, una connessione che si rinnova dal 1979, ogni anno in un Paese diverso, con l’impegno per un service comune e il rinnovocostante di un’amicizia consolidata, al di là delle frontiere, ha rappresentato per il presidente Maloney la miglior prova che nel Rotary nessuno è un estraneo. Un dato anche personale lo ha confermato. Come la Quadrangolare anche Mark ha festeggiato un 40°, quello del suo matrimonio con Gay, che lo ha accompagnato anche in questo viaggio. Un anniversario, ha detto, che ha festeggiato ad Amburgo durante la Convention alla presenza di 27.000 amici di tutto il mondo.

A Firenze Maloney ha rivolto un importantissimo messaggio per i giovani, in primo luogo del Rotaract: “il 1 ° luglio - lo stesso giorno in cui diventerò presidente del Rotary – ha detto - lo faremo diventare l'associazione dei club del Rotary e del Rotaract. Questo è un enorme passo avanti e il riconoscimento dei continui e crescenti contributi dei Rotaractiani” e ha concluso che “se i Rotaractiani non fossero stati all'altezza della situazione e non avessero portato così tanta energia alla nostra Assemblea quest'anno, le persone potrebbero aver messo in dubbio la mia decisione”.

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Il ruolo del Rotaract è definitivamente iscritto nel nome stesso del sodalizio internazionale. Un risultato del lungo cammino insieme di oltre 50 anni. Maloney ha poi avuto parole di grande apprezzamento per i più esperti, primo fra tutti il PDG e past-director del R.I. Rino Cardinale cui ha riconosciuto il merito di averlo riportato in Italia.

Non era la prima volta, ha detto Maloney, ancora emozionato della visita a Roma e al Vaticano di qualche anno fa. Nel suo incontro con i club della Quadrangolare, Maloney ha sottolineato poi l’autenticità rotariana dell’incontro e rivolgendosi ai quattro club ha detto: “per 40 anni, vi siete connessi a dei buoni amici, attraverso barriere nazionali e linguistiche, portando i vostri club (nella foto a destra con il gruppo dei presidenti) sempre più vicini, formando legami che uniscono e lavorando a progetti di servizio che cambiano il mondo. Questo è ciò che siamo nel Rotary - ed è per questo che “Rotary connette il mondo”. Quando veniamo insieme in un evento come questo, abbiamo la possibilità di vivere e sperimentare il mondo di Rotary.”

Ben comprendendo come anche dentro l’Europa i rapporti necessitino di continua e rinnovata esperienza, il presidente ha osservato che “il Rotary ci mette in contatto con persone che altrimenti non avremmo mai incontrato, che sono più simili a noi di quant o mai avremmo potuto immaginarci” e provare come “nel Rotary, nessuno di noi è un'isola” qualunque lingua noi parliamo o tradizione seguiamo. C’è stupore in queste parole, la capacità di emozionarsi ancora dopo 114 anni di storia rotariana e la certezza che “prospereremo per altri 114 anni perché noi non abbiamo paura del cambiamento” per diventare “un Rotary più adatto alle famiglie, un Rotary che accoglie i bambini nelle nostre attività e che è premuroso verso le famiglie nella nostra programmazione”. Il presidente internazionale ha infine augurato il “buon anniversario di R.C. Firenze Est - Parigi La Defense Courbevoie - Bruxelles Ouest - e Wiesbaden Rheingau” riconoscendo che “i vostri 40 anni sono un'ispirazione per tutti noi. Continuate a connettervi e rendete il nostro mondo un posto migliore!” 

Arrivederci presidente Maloney, vorremmo ricordare la sua visita anche così mentre ha trovato il tempo di guardare, con l’aiuto del presidente Fantini, il VII volume della collana dedicata al Premio Columbus che noi del bollettino abbiamo preparato in queste settimane e che sarà distribuito al passaggio delle consegne ma che non poteva mancare per un presidente attento e partecipe delle iniziative del Firenze Est.