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La relazione di Giovanni Diana è stata introdotta da Eugenio Giani che ha spiegato l'origine del nome di Via Isola delle Stinche, attribuito al carcere che dalla fine del 1200 era in via Ghibellina. Trasferito il carcere, nell’area sorse verso la metà dell'800 il Teatro Pagliano, oggi Teatro Verdi. Interessante la storia di Pagliano, imprenditore sfortunato, baritono mancato che tuttavia, grazie alla vendita di un prodotto di sua invenzione, l’Elisir di lunga vita, diventò ricco ed essendo un amante della musica comprò lo stabile e lo trasformò in teatro. Giani, nella foto ef con Giovanni Diana, ha concluso con la storia romana del quartiere, ricordando che proprio qui vicino sorgeva l'anfiteatro romano, facilmente riconoscibile dalla conformazione a semicerchio degli immobili siti in via Torta, il cui nome è inequivocabile segnale delle case costruite sull'anfiteatro.


Diana ha svolto la propria relazione sulle attività storiche come patrimonio culturale da tutelare. L'attività storica come patrimonio culturale è accolta dall’Unione Europea sin dagli anni ottanta del secolo passato, quando Firenze fu – seconda solo ad Atene – capitale europea della cultura e già nel 1982 il suo centro storico fu dichiarato Patrimonio mondiale UNESCO, un valore aggiunto per la città ma anche un impegno a mantenere intatto il patrimonio seguendo delle regole fondamentali ovvero il controllo e la gestione dei flussi turistici, la conservazione del patrimonio artistico e culturale, la mobilità urbana e le attività storiche. Durante la giunta Morales, nel luglio 1994 viene approvato come allegato al nuovo PRG un Albo degli Esercizi Storici di Firenze, il primo del suo genere in Italia. In verità – ha sottolineato Giovanni Diana - è stato un provvedimento solo sulla carta, perché nei vent'anni successivi, Firenze ha visto aumentare un degrado culturale, con la scomparsa di molte attività storiche, la perdita identitaria del centro storico e la fuga di residenti fiorentini dal centro. Il fallimento del tentativo dell'amministrazione comunale ha risvegliato l’impegno dei privati con l'Associazione degli esercizi storici fiorentini che si propone appunto di tutelare e promuovere tutte quelle imprese con più di 50 anni di attività sulle spalle. Rimasti inascoltati gli esercizi storici, nel 2015 arriva la denuncia dall'Unesco per le gravi criticità in cui Firenze era caduta, proprio nel rispetto di regole fondamentali indispensabili per il mantenimento del Patrimonio Culturale. Nel 2017, a seguito della visita degli ispettori Unesco, Firenze viene promossa con riserva, una mezza vittoria. Questa situazione ha portato l'assessorato allo sviluppo economico a studiare un nuovo regolamento, con nuovi progetti, forti promozioni, e agevolazioni fiscali, tutto e solo per la tutela delle attività storiche ed il 5 marzo di quest'anno è entrato in vigore. Le imprese sono fiduciose, dopo 26 anni di assoluta assenza da parte dell'amministrazione, forse siamo sulla strada giusta, anche se ormai quelle storiche insegne che caratterizzavano il salotto fiorentino non ci sono più.