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La relazione dell'ing. Arvalli si è incentrata principalmente sull'obiettivo del progetto, il cui ambizioso scopo viene interpretato semplicemente in “creare un nuovo centro città fuori dal centro storico”. Irrinunciabili le parole inglesi (open and connected, sustainable, platform for growth) che tradiscono l’entusiasmo di chi vede realizzata la riqualificazione di un’area che, dai punti di vista geografico e culturale, dovrebbe essere capace un domani, di ricucire il complesso al tessuto urbano circostante conferendo così un nuovo centro di gravità al quartiere. Punti essenziali di tale progetto sono quello di facilitare l'aggregazione, inteso come luogo d'incontro, sempre aperto 24 ore su 24, senza porte o barriere, accessibile a tutta la cittadinanza, sostenibile perché recupera infrastrutture già esistenti trasformandole in edilizia residenziale, ricettive, attività commerciali, artigianali compresa la produzione di birra. Insomma, ha ribadito più volte il relatore: “prima le persone, poi la vita ed infine l'edificio”.

Venendo alle cifre l’intervento di rigenerazione urbana previsto per la Manifattura Tabacchi di Firenze si propone di trasformare un’ex area dismessa di oltre 100.000 mq, edificata tra il 1933 e il 1940 dall’impresa di costruzioni di Pier Luigi Nervi, autentico monumento del Razionalismo Italiano. Il complesso industriale consiste in 16 edifici che per la maggior parte saranno conservati. Arvalli ha commentato che la Manifattura Tabacchi non solo rappresenta un’opportunità immobiliare ma offre anche l’occasione di rigenerare un intero quadrante della città. I quartieri adiacenti, Cascine - San Jacopino e Novoli, sono ricchi di risorse con i loro oltre 50.000 abitanti ma mancano di centri di aggregazione; l’Università è presente con 15.000 studenti tra Polo di Novoli e Agraria; l’Istituto Tecnico Agrario con un’azienda agricola di 13 ettari e il monumentale Parco delle Cascine con 130 ettari di verde.

Mentre si attendono le prime opere, da giugno 2018 è stata inoltre avviata una serie di iniziative temporanee all’interno della Manifattura che interesserà gli spazi sia interni sia esterni appositamente riqualificati per ospitare eventi dedicati a arte contemporanea, design, musica e altre discipline creative quali eventi pop-up, residenze d’artista, laboratori oltre a mercati d'arte, bar e altre occasioni di socialità. 
Interessante e aperto il dibattito tra speranze e confronti anche con altre situazioni fiorentine di ampi spazi da recuperare.