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Perché iscriversi ai Volontari del Rotary? E’ la domanda più frequente che viene rivolta al gruppo di cui Marco ci ha parlato. La ragione è praticissima: avere un gruppo di persone pronte, coordinate e identificabili, pronte a donare tempo, professionalità, capacità organizzative e di coordinamento in interventi di volontariato, coinvolgendo i rotariani e facendo da ponte con le istituzioni.
E’ un impegno veramente volontario, ha detto Frullini, perché si fa solo se si vuole e questa è la garanzia più importante del successo che ha portato da poche decine a a 172 i rotariani del nostro distretto a diventare volontari. L’impegno si sviluppa su tre campi: protezione civile, azione interna e azione internazionale. Quest’ultimo aspetto è il più antico e anche il più complicato. Sul piano interno il punto è la sensibilizzazione dei rotariani verso il volontariato mentre nel campo della protezione civile il riconoscimento ricevuto a livello nazionale ha aperto la strada ad un’intesa con la Regione Toscana. Prevenzione e formazione i punti dirimenti dove i volontari si muovono con capacità e impegno.
Con un certo orgoglio, ha aggiunto il presidente Tonelli, “abbiamo visto le pettorine con il logo rotariano nella tragedia che alcuni mesi fa ha colpito Livorno alluvionando la zona di Montenero e l’ Ardenza. Molti sono stati i volontari del Rotary del nostro Distretto che si sono prodigati in quei giorni per portare aiuto ai sinistrati”. Ed è vero che il caso Livorno ha invogliato molti soci a far parte della squadra dei volontari.
Tra i nostri l’amico Claudio Conese, che ha ricevuto oggi la pettorina gialla, è tra i più recenti aderenti.
Frullini ha ricordato poi il progetto Adotta un’impresa con cui i volontari hanno promosso la diffusione di prodotti tipici di aziende delle regioni dell’Italia centrale colpite dal terremoto di due anni fa. Anche il nostro club ha partecipato con gioia a un’iniziativa semplice ma importantissima per al ripresa economica dal basso delle aree colpite.
Nel dibattito si è parlato di iniziative possibile e di coordinamento tra i singoli e i club (interventi di Tonelli, Taddei, Cobisi) e delle esperienze all’estero di cui Bertini ha fornito un esempio col racconto del pranzo per i senzatetto organizzato da un club londinese nella capitale inglese lo scorso Natale.