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Pochi sanno, ha detto il nostro relatore, che il complesso di Santa Croce riunisce, fin dalla proprietà enti tra loro diversissimi e talvolta contrastanti, dal Ministero dell’Interno cui è, sorprendentemente, si direbbe, la chiesa e via via gli enti del Ministero dei beni culturali e naturalmente i Frati francescani che in questa zona della città sono presenti dal XIII secolo.

Dapprima oratorio a servizio di una comunità ancora fuori delle mura antiche, Santa Croce diviene il luogo di onore di alcune grandi famiglie, a cominciare dai Pazzi, protagonisti della congiura contro i Medici fino a divenire, nei secoli più recenti, un pantheon della memoria nazionale, le famose Urne dei forti cantate da Foscolo. Laicità e religione vi si incontrano in un modo straordinario. A tutto questo sovrintende l’Opera che – analogamente a strutture simili di altre basiliche e cattedrali – ne cura un cantiere di fattop ermanente.

Il dott. De Micheli con passione e stupore per la grandezza del luogo che gli è toccato dirigere, si è mosso tra ricordi personali e le eccezionali opere d’arte della Chiesa per spingerci a conoscere un monumento che per tutti i fiorentini è simbolo della storia cittadina. E già la prossima settimana, in occasione della visita di alcuni rotariani napoletani il nostro arch. Cancellieri ci guiderà a Santa Croce.

Un’occasione da non perdere.