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Giornalista di lungo corso, specializzatosi nella storia della nostra città, Marco Ferri è stato per diversi anni il trait-d’union tra la stampa e il complesso dei musei fiorentini. Da quell’esperienza nacque l’idea di una mostra che tre anni fa espose – “una volta nella vita” – importantissimi tesori degli archivi e delle biblioteche cittadine. Quegli autentici “Tesori di carta” sono stati descritti con passione da Marco che ci ha guidati attraverso i singolarissimi documenti che Firenze, spesso in silenzio, raccoglie.

Pochi sanno che al Gabinetto Viessieux si trova l’archivio di Eduardo De Filippo, compreso l’originale del copione di opere
straordinarie come Natale in casa Cupiello.

Ma anche la prova dell’adesione di Giuliano e Lorenzo De’ Medici alla Misericordia o il certificato di nascita di Leonardo, i manoscritti di Dino Campana e il primo numero di Topolino edito in italiano da Nerbini. Sono altre 100 gli archivi e le biblioteche notificate a Firenze tra pubblici e privati. Fondamentale l’attività delle biblioteche statatli (Nazionale, Laurenziana, Marucelliana e Riccardiana). Alla Laurenziana il tesoro più grande: la Bibbia amiatina del 692 d.C., vecchia di 1400 anni.

Guardandola Ferri si è posto il dilemma: “saremo capaci noi di produrre una cosa che resista 14 secoli come quella bibbia, pur conta la nostra tecnologia?” Una domanda che non ha mancato nel breve dibattito di incuriosire i nostri soci e il presidente Tonelli che in apertura ha ricordato la grande opera delle biblioteche scientifiche come quella medica di Careggi. Da tutto questo, ha concluso Ferri, proviene un invito ai fiorentini a conoscere le proprie biblioteche e - ancor di più – a leggere, essendo la gran parte del patrimonio librario pronto al pubblico, come gli oltre 6 milioni di volumi della Biblioteca nazionale.