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Un piccolo ma interessato gruppo di soci ha sfidato l’ora e il traffico per onorare il lavoro di un centro di ricerca applicata che rappresenta il meglio della tecnologia italiana applicata al settore ferroviario, inserendosi tra l’altro nella storia del rapporto tra Firenze e le ferrovie, dominato nei decenni di impostazione del programma dell’alta velocità dagli uffici di progettazione materiale, trazione ed elettrificazione. All’Osmannoro, unito alla rete ferroviaria dalla sopraelevata che passa accanto all’aeroporto senza fermarvisi, si provano ogni giorno i nuovi (e vecchi) treni per assicurarne la circolazione in condizioni di totale affidabilità e si sperimentano le ferrovie del futuro.

I nuovi laboratori, che sono stati realizzati alla periferia di Firenze pochi anni fa e a regime dall’anno passato, si estendono in un centro di 5 ettari, con ben 20.000 mq coperti da tre grandi fabbricati. Contestualmente vi è stato realizzato un sistema elettrico denominato “multi tensione” in grado di generare e rendere disponibili agli operatori dei laboratori tutte le tensioni di alimentazione dei sistemi di trazione elettrica ferroviaria, sia in corrente continua che alternata, normalmente adottati in Europa e nel mondo.

Il tutto è alimentato da una propria Sottostazione elettrica, con una potenza installata uguale a quelle di linea, in grado di assicurare prove e misure elettriche con elevate tensioni e correnti, proprio al pari di quanto accade o potrebbe accadere in piena linea poiché i locomotori, con qualsiasi tensione di alimentazione, possono alzare il pantografo, prelevare energia elettrica, da un tratto di catenaria rigida alimentata dal sistema multi tensione, e correre sui rulli scarichi fino a 400 km/h.

Il fabbricato EMC comprende la vastissima sala in cui si attesta il binario tronco, attraverso il quale le ruote dei veicoli ferroviari possono essere appoggiate su speciali rulli, fatti ruotare da potenti motori elettrici fino alla velocità di 400 km/h.

Le pareti e il soffitto sono equipaggiati di speciali strutture coniformi che rendono la sala schermata ai campi elettromagnetici. In questa maniera sarà  possibile misurare l’intensità delle emissioni elettriche e magnetiche proprie dei locomotori senza alcuna influenza dell’ambiente esterno.