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In assenza della dott.ssa Sebastiani, attuale direttore della Biblioteca, la conversazione di questa sera è stata affidata alla nostra Antonietta Fontana, che fino allo scorso anno ha diretto la Nazionale e alla dott.ssa Comparini responsabile dell’emeroteca, settore particolarmente importante per la memoria recente del nostro Paese.

La biblioteca vanta una storia lunga quanto quella dell’Italia unita che da subito volle legare alla città un simbolo decisivo della cultura nazionale col Decreto 22 dicembre 1961, firmato da Francesco De Sanctis, che unì le biblioteche Magliabechiana e Palatina nella Nazionale. Fu però il primo deputato socialista della Toscana, Giuseppe Pascetti, a sostenere in Parlamento, tra Ottocento e Novecento, la costruzione dell’attuale edificio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze avendo l’onore di presiedere la cerimonia della posa della prima pietra, alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.

E proprio oggi è stata inaugurata una mostra che, presso la Biblioteca Nazionale (fino al 28 febbraio 2012) ne celebra i centocinquanta anni presentando i momenti più significativi del suo contributo alla cultura nazionale ed internazionale e i progetti per il futuro, con particolare attenzione al delicato ruolo della biblioteca di fronte alle sfide del digitale. Proprio sulla digitalizzazione le nostre interlocutrici hanno citato alcuni importanti interventi che coinvolgono operatori internazionali a tutto vantaggio della cultura italiana. Un altro settore fondamentale per lo sviluppo della BNCF è il restauro. Se tutti i fiorentini ricordano il grande lavoro seguito all’alluvione di Firenze del 1966 non di meno è significativa la attività di diffusione delle esperienze e capacità in quest’area, ad esempio con l’ospitalità a otto bibliotecari irakeni che hanno partecipato qui al recupero di libri della biblioteca di Bagdad devastata dalla guerra.