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Il fortunato romanzo di Collodi, che i più vogliono collocare nella città di cui l’autore, Carlo Lorenzini, volle assumere il nome, è invece una storia fiorentina o meglio sestese, di quella piana tra il paese alle porte di Firenze e l’Osmannoro. C’è in questo una buona dose di attualità se si considerano i problemi di quella vasta area in cui molti vedono il solo sviluppo possibile della città.

E dunque esattamente oggi, nel 1881, Pinocchio cominciò a camminare per le nostre strade dalle pagine del Giornale per bambini  diretto da Ferdinando Martini, poliedrico personaggio della  Toscana dell’epoca e primo governatore civile dell’Eritrea.

Siamo in un’epoca fantasiosa ma dominata dal desiderio pedagogico di formare gli italiani. Il burattino, però, seppe viaggiare più lontano fino a raggiungere, col cartone animato Disney del 1940, il pubblico di tutto il mondo divenendo un personaggio autenticamente mondiale.

Così universale che il burattino potrebbe diventare la mascotte dei Mondiali di ciclismo su strada che si terranno in Toscana nel 2013, secondo quanto ipotizzato dal vicesindaco e assessore allo sport Dario Nardella intervenuto in Palazzo Vecchio al dibattito ‘Lorenzini giornalista e il Grillo Parlante nei media’ al quale ha preso parte anche la nostra relatrice Antonia Ida Fontana, presidente del comitato scientifico dell’‘Associazione culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini’.

In mattinata – complici artistici e generosi promotori i nostri Paolo Penco e Gabriele Maselli – si era tenuta una simpatica rievocazione di Pinocchio al Mercato di San Lorenzo. La dott.ssa Fontana, riepilogando la giornata, ha letto alcune pagine del Lorenzini per illustrarne il pensiero, davvero molto moderno, specialmente nella critica alla politica e ai privilegi del tempo che sono poi, esattamente come Pinocchio, di portata universale.