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Premio Columbus 2001

 

La sfida all’indifferenza

 “Ognuno di noi ha tante difficoltà che accorgersi di un altro è spesso complicato”. Così Claudio Magris, premio Columbus 2001 del Rotary Club Firenze Est, si è rivolto ai presenti al termine della manifestazione, esprimendo la propria gratitudine al Club per l’amicizia dimostratagli in questa occasione. Dunque anche per uno scrittore tanto noto ed apprezzato, la condivisione e l’incontro, intenso e caloroso, con Firenze e l’atmosfera rotariana della serata, ha rappresentato una circostanza straordinaria e gratificante. Una sfida all’indifferenza di chi dà tutto per scontato, anche l’eccellenza di uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nei propri campi di azione.

Magìa di una città che percepisce l’impresa di Colombo come un naturale sviluppo del fiducioso slancio verso il futuro che caratterizzò il proprio Rinascimento e che consegna i suoi premi nella Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, là dove si riunì il parlamento dell’Italia unita, quando per la prima volta dopo secoli il Paese ritrovava il dialogo con il mondo a compimento del desiderio di pace che il Magnifico aveva coltivato fino alla sua morte, proprio in quel fatidico 1492.

Per il Rotary Club Firenze Est (presieduto da Carlo Vallecchi) il Premio Columbus è altresì l’occasione più propizia per mettere a disposizione della città presenze culturali, economiche, sociali che pure notissime meritano un incontro ravvicinato, personale, lontano dalla confusione mediatica di ogni giorno. Giunto alla XX edizione, il Premio Columbus è stato quest’anno assegnato a due importanti personalità italiane: Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia, e Claudio Magris, scrittore e saggista, di cui sono pieni i titoli dei giornali ma dei quali il grande pubblico ha talvolta una percezione lontana.

E’ la stessa lontananza  l’impresa di Colombo e di una visione dell’Italia che Magris, attraverso il suo osservatorio mitteleuropeo, e Fazio, nei suoi anni di studio in America, hanno contribuito a formare in maniera originale e incisiva, come ha ricordato l’assessore alla cultura del Comune di Firenze, Simone Siliani, che nelle sue missioni a Mostar viaggiò accompagnato da “Danubio”, uno dei testi più rilevanti di Magris.

Nel suo discorso introduttivo il presidente Vallecchi ha sottolineato come celebrare Colombo significa anche collegarsi idealmente all’America e in particolare agli Stati Uniti, dove il Rotary è nato e ha affermato i suoi ideali prima di diffonderli in tutto il mondo. Il riconoscimento di valori e risultati che proseguono lo slancio e la passione del secolo delle scoperte si è unito – come ha ricordato il governatore del Distretto 2070 Mazza - alla solidarietà con il Nuovo Mondo, ora più che mai provato dai tragici attentati di un mese prima. E di “Destini incrociati di Italia e Stati Uniti” nell’epoca attuale ha parlato Paolo Blasi, rettore emerito dell’Università di Firenze, nella lezione colombiana che ha seguito la cerimonia di premiazione e la lettura delle motivazioni della Giuria, redatte da Luigi Cappugi e Giorgio Luti. (Luigi Cobisi)