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Come ha informato il Presidente annunciando i premiati, tutti e tre rispondono ai requisiti di eccellenza a livello internazionale e in particolare, Aldo Pinchera medico e scienziato per i suoi studi negli Stati Uniti, Federico Faggin fisico italiano padre dell'informatica premiato negli Stati Uniti e Villa I Tatti Centro di Harvard a Firenze per gli studi del rinascimento italiano, sono dei grandi rappresentanti dei legame tra Italia, Europa e America.

Il presidente Taddei Elmi ha ringraziato i presenti e in particolare “cittadini di Firenze che avete voluto partecipare a questa storica cerimonia in questo storico e prestigioso luogo il Salone dei Cinquecento di Firenze che incute reverenza e commozione a un tempo”.

Il Premio – ha detto Taddei Elmi – possiede il “duplice connotato della celebrazione della scoperta dell'America e del riconoscimento degli alti meriti che personalità illustri che nel loro settore scientifico, letterario economico e sociale si siano dimostrati non solo costruttori di civiltà ma costruttori di ponti ideali di civiltà tra continenti, diversi in particolare tra Europa e Americhe.

La manifestazione si svolgeva in Palazzo Vecchio alla presenza delle massime autorità cittadine e la premiazione veniva preceduta dalla lettura di una motivazione che dava conto delle ragioni che stavano a fondamento della onorificenza. Questa grande iniziativa celebrativa si protrasse dal 1948 fino a 1976 quando la tradizione fu interrotta. Fu allora che un nostro socio che è stato presidente del club nel 1981 Enzo Ferroni già magnifico Rettore si fece promotore per recuperare una tradizione che faceva ormai parte integrante della cultura fiorentina.

Il Rotary decise di raccogliere il testimone di questo percorso e proseguì la corsa verso la ricerca delle Eeccellenze umane degne di essere onorate e portate come modello alle generazioni. fu giusto e bene che di questo onere e onore se ne facesse carico il Rotary”. Il tema della sussidiarietà dell’azione del Rotary è stato al centro anche dell’intervento del presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani che ha sottolineato come il Firenze Est abbia raccolto da ormai trent’anni l’organizzazione del Premio cui il Comune continua a garantire pieno appoggio.

Simpatico intermezzo per un saluto speciale a Alessandro Masi, che per l’ultima volta ha condotto il gonfalone del Comune ad una cerimonia ufficiale prima del pensionamento. E’ infatti tradizione che il Giglio fiorentino sia presente al Columbus accompagnato dalle chiarine, le tipiche trombe fiorentine che annunciano l’ingresso del gonfalone.

 Il presidente Taddei Elmi, presente il governatore Pagliarani che ha portato l’appoggio del Distretto e i presidenti dei Club dell’Area Medicea che partecipano al Premio, ha quindi ricordato che il lavoro di “ricerca dell'eccellenza non deve essere un compito burocratico assegnato dai manuali di procedura ma è e deve essere una sua vocazione ontologica poiché il Rotary deve cercare ideali universali che uniscono l'umanità. Oggetto del premio non sono persone fisiche o opere d'arte, libri o macchine ma è il riconoscimento delle idee, spirito, lo slancio vitale che sta alla base delle opere dell'ingegno prodotte dalle persone fisiche premiate.”

 

La commemorazione colombiana è stata quest’anno affidata al prof. Bernardo Sordi, rotariano, Pistoiese, 54 anni, dal 1993 è professore ordinario di Storia del diritto medievale e moderno presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Firenze. Ha una vasta esperienza internazionale e vaste pubblicazioni, direttore del Centro di studi per la storia del pensiero giuridico moderno dell’Università degli Studi di Firenze e della ‘Biblioteca per la storia del pensiero giuridico moderno’ iniziata da Paolo Grossi ed ora giunta al 91° volume. E’ stato nominato nel febbraio 2011 vicepresidente della Commissione Statuto con funzioni di coordinamento dei lavori che hanno portato, nel luglio scorso, all’approvazione del nuovo statuto dell’Università di Firenze. Ne riportiamo un estratto.

 

Cultura giuridica europea e cultura giuridica americana

E’ il mondo del diritto, quest’anno, ad avere il privilegio di costituire l’oggetto della commemorazione colombiana. Anche nell’universo giuridico, il ponte gettato sull’Atlantico dalle grandi scoperte geografiche, che inaugurano l’età moderna, mette in comunicazione individualità specifiche ed irripetibili, ma cementa anche una koiné culturale che si alimenta delle stesse fonti ed intesse un dialogo intenso e fruttuoso.

Spicca intanto la forte interrelazione che abbraccia le due grandi Rivoluzioni settecentesche, quella americana del 1776 e quella francese del 1789. L’eccezionalismo americano si avvia attraverso il tentativo, mai sinora sperimentato, di fondare una repubblica in un grande Stato. La lotta dei coloni contro la madre patria inglese impone una netta distinzione di percorsi costituzionali. Si delinea la scoperta di un potere costituente che nettamente si distingue dalla tradizione costituzionale inglese.  

 

L’orizzonte progettuale dei ‘Padri fondatori’ si alimenta, nondimeno, di una forte anima europea, dal repubblicanesimo fiorentino, da Machiavelli a Guicciardini, alle formulazioni del giusnaturalismo europeo, John Locke, in particolare, per non parlare della grande presenza della cultura politica classica, da Cicerone a Tacito.

E, reciprocamente, il grande evento rivoluzionario americano, che passa attraverso quelli che sono i testi propriamente fondativi del costituzionalismo moderno, dalla Dichiarazione di Indipendenza alle dichiarazioni dei diritti delle 13 colonie ed approda alla Costituzione federale del 1787, rappresenterà un punto di riferimento imprescindibile per l’intero percorso della Rivoluzione francese. Un percorso, questo rivoluzionario francese, non solo animato dalla attiva partecipazione di alcuni dei principali protagonisti della rivoluzione americana, da La Fayette a Thomas Paine, ma contrassegnato anche da una forte dialettica che, in contrappunto con le scelte e le soluzioni dei costituenti americani, marca l’intero processo europeo-continentale di modernizzazione delle istituzioni politiche.

Si tratta di quel nesso tra specificità del percorso americano e comuni basi culturali che metterà in luce, ormai a metà Ottocento, un capolavoro della cultura giuridica quale La democrazia in America del francese Alexis de Tocqueville. Il Novecento, con la fine dell’isolazionismo americano, pare dischiudere un rovesciamento netto degli equilibri ed inaugurare una crescente subalternità della cultura europea. Libertà e Rule of Law, declinate all’americana, sembrano spesso seguire il dispiegarsi della nuova egemonia militare ed economica. Anglicismi sempre più estesi e diffusi s’impongono in una cultura giuridica europea, al contrario, a lungo marcata dal dominio incontrastato delle lingue continentali. La globalizzazione del diritto sembra vestire sempre di più panni americani. Il recente delinearsi di un inedito multipolarismo economico e l’attivarsi sempre più intenso di un dialogo tra le grandi Corti giudiziarie del mondo che è anche e soprattutto dialogo tra diverse culture giuridiche, apre un tavolo di lavoro, insieme comune e plurale, che fa ben sperare.

 

I PREMIATI

  

Aldo Pinchera
La sua carriera di studioso inizia con la Laurea “Summa cum Laude” in Medicina e Chirurgia, nel 1958, la successiva Specializzazione in Endocrinologia presso l’Università di Roma e il suo ulteriore perfezionamento come vincitore di borse di studio in Francia e negli stati Uniti di America presso la Harvard Medical School di Boston e il Massachusetts Institute of Cambridge. Il suo impegno nel mondo accademico è eccezionale: Professore Ordinario di Endocrinologia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia della Università di Pisa, Direttore del Dipartimento ad attività Integrata di Endocrinologia e Malattie Metaboliche della Azienda Ospedaliera di Pisa, Direttore del “WHO Collaborating Center for the Diagnosis and Treatment of Thyroid Cancer and other Thyroid diseases”, vice-Presidente vicario del Consiglio Universitario Nazionale. A livello mondiale è riconosciuto come uno dei principali studiosi ed esperti per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie della tiroide, tanto da essere chiamato a coordinare il progetto Europeo sul carcinoma tiroideo dopo l’incidente atomico di Chernobyl. E’ stato promotore in Italia per la legge sulla introduzione della iodazione del sale per la profilassi del gozzo endemico e Coordinatore per l’Europa dell’Ovest e Centrale per lo “International Council for the control of iodine deficiency disorders”. Il Prof. Aldo Pinchera è “visiting professor” in oltre 20 Università di tutto il mondo (USA, Tailandia, Cina, Giappone, Russia, Senegal, Regno Unito, Francia, Canada, Belgio, Brasile, Portogallo, Taiwan, Romania). E’ stato fondatore e direttore di riviste scientifiche nazionali e internazionali. Ha pubblicato oltre 600 lavori scientifici, in massima parte su riviste internazionali e ha curato l’edizione di numerosi trattati di Endocrinologia in ogni parte del mondo.

  

 

Villa I Tatti
Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies) costituisce il lascito a Firenze di Bernard Berenson, che ha così voluto testimoniare l'amore per l'Italia e la passione per il Rinascimento. Lo storico dell'arte, statunitense di origine lituana, ha affidato all'Università di Harvard il compito di creare, nella Villa dove era vissuto, un centro di studi per l'avanzamento della cultura umanistica e per la diffusione nel mondo dei valori fondamentali della civiltà occidentale, che appunto nei secoli quindicesimo e sedicesimo trova la sua origine. Ogni anno quindici giovani, provenienti da Nord America , Europa ed Australia, possono approfondire gli studi post dottorato nei settori della storia dell'arte, della politica, dell'economia, della scienza, della filosofia e della religione del Rinascimento. Villa I Tatti garantisce agli studiosi la disponibilità dei vasti fondi della biblioteca specialistica, costantemente aggiornata, la fototeca di Berenson, ricca di oltre 300.000 immagini, l'archivio che conserva le testimonianze sulla vita e sulle opere del fondatore e di altri importanti studiosi, Giorgio Castelfranco, Andrea Francalanci, Frederik Hartt , Roberto e Livia Papini ecc.,nonché i documenti del CRIA (Committee to Rescue of Italian Art) creato dopo l’alluvione del 1966. L'atmosfera del campus e lo scambio di idee e di esperienze con i principali studiosi, chiamati come visiting professors , creano le condizioni ideali per una produzione scientifica d'eccellenza. L'officina intellettuale è particolarmente sollecitata dal contatto con lo straordinario patrimonio culturale di Firenze, la cui immagine di culla della civiltà viene diffusa nel mondo dagli studi che a Villa I Tatti vengono prodotti.

 

Federico Faggin
Federico Faggin si laurea in física all’Università di Padova, con il massimo dei voti e la lode, nel 1965. Nel 1968 viene assunto dalla Fairchild Semiconductor in Palo Alto, California dove sviluppa la prima tecnologia MOS ad alte prestazioni con gate al silicio che viene adottata in tutto il mondo. Nel 1970 passa alla Intel dove progetta il primo microprocessore al mondo, il 4004, reso possibile dalla tecnologia silicon gate. Fonda la Zilog nel 197 4 dove progetta il microprocessore Z80 che è ancora usato tuttora. Fonda poi la Cygnet Technologies nel campo delle comunicazioni voce e dati, e la Synaptics che sviluppa i primi touchpad e touchscreen che hanno rivoluzionato il modo di interagire con i computer portatili e i telefoni intelligenti. La sua ultima ditta, la Foveon, produce avanzati sensori diimmagini per fotocamere digitali. Questi sono i punti salienti degli innumerevoli contributi di Federico Faggin, imprenditore, ricercatore e inventore, che ha ricevuto molti riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui spiccano il premio Kyoto, l’ingresso nella Hall of Fame degli inventori, cinque lauree honoris causa, e la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione ricevuta dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel Novembre del 2010. Sulla scelta di Federico Faggin il nostro past-president Ernesto Failla ha espresso un plauso ricordando che già nove anni fa, sulla rivista “Rotary” (nov. 2002) aveva avuto l’opportunità di sottolinearne il valore scrivendo: “La mente umana non potrà mai essere superata dal cervello elettronico… l’intelligenza artificiale non riuscirà certo a modulare le più delicate e misteriose espressioni dell’animo umano come la meditazione, il giudizio, la critica, l’emotività, l’affettività, la volitività ecc. Questo non lo dico solo io, neurologo e psichiatra ma lo ammettono anche molti illustri scienziati, tra i quali Federico Faggin, il fisico italiano in odore di Nobel, che ha creato i microchip e che ha portato il suo genio superiore a brillare negli Stati Uniti, alla presidenza di Silicon Valley”.