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Recuperando le tradizioni dell’umanesimo attraverso citazioni di filosofi e poeti contrapposta alla spersonalizzazione delle nostre frenesie tra scadenze e dipendenza dalla tecnologia, l’Abate Bernardo ha presentato il mistero del Natale, invitando ad una riflessione che nelle domande dei presenti è stata ulteriormente approfondita, come nell’intervento del nostro Spagli.

P. Bernardo ha iniziato citando l’antropologa francese Francoise Heritier, che riassumendo il contributo scientifico di Claude Lévi-Strauss, cui successe nella cattedra al College de France, usò le parole “Il mondo è iniziato senza l’uomo e finirà senza di lui”. Un tema complesso perché nella visione cristiana della Salvezza, la vita è eterna e dunque, dopo la creazione, l’umanità non uscirà più dai piani dell’Altissimo, il cui richiamo è provato ogni anno dal Natale, primo passo verso la vita eterna.

E ad essa tendiamo inevitabilmente, ci è parso scorgere nelle conclusioni dell’Abate che ha terminato leggendo una poesia di Mario Luzi, i cui versi ci presentano, proprio davanti al Natale “un richiamo che ora perché agonizzi non ascolti. Ma c’è, ne custodisce forza e canto la musica perpetua… ritornerà”.