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Da Piazza Santa Maria Novella a Piazza Santa Trinita alla scoperta dei luoghi delle famiglie rinascimentali.

La bellezza di un tramonto fiorentino di inizio autunno ha accolto in piazza Santa Maria Novella il gruppo del nostro Club che ha seguito la guida Elisa Pasqualetti, che già avevamo conosciuto “virtualmente” durante le fasi più dure della pandemia, in un tour breve in quanto a distanza ma denso di storia e di cultura, di fronte a chiese e palazzi testimoni della potenza e della magnificenza di alcune antiche famiglie fiorentine

.Pasqualetti

La facciata di S. Maria Novella ha dato lo spunto per parlare degli Alberti e del loro grande architetto Giovan Battista e dei suoi committenti i Rucellai, che abbiamo ritrovato davanti al palazzo ed alla loggia omonimi, apprendendo che la loro fortuna partì da un lichene (“oricella”) e dalla pipì (sic) che gli faceva assumere un colore violetto, ottimo per tingere le loro stoffe esclusive. In Via Tornabuoni ecco i Tornaquinci poi rinominati Tornabuoni e gli Strozzi col loro possente palazzo. In Piazza S. Trinita, infini, i Feroni Spini e i Bartolini Salimbeni che del papavero “sonnifero” (da dare ai concorrenti) fecero uno stemma col motto “Per non dormire” .potenza e della magnificenza di alcune antiche famiglie fiorentine.

 

Dalla vicina torre dei Gianfigliazzi in Via Tornabuoni si arriva al palazzo dietro l’angolo, sul Lungarno, che fu il nido d’amore della Duchessa d’Albany (oramai vedova del già pretendente al trono d’Inghilterra Carlo Edoardo Stuart) e del drammaturgo Vittorio Alfieri, che lungo il fiume urlò il suo celeberrimo “volli, fortissimamente volli”. Il Palazzo fu per decenni sede dell’Istituto britannico e del Consolato del Regno Unito, prima che Londra chiudesse tutto a fine 2011 in una disastrosa ristrutturazione della sua presenza diplomatica in Italia.

Alla fine del percorso simpatica tappa gastronomica a "Le antiche carrozze"