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Ospitato dal Palagio di Parte Guelfa, prima sede del Comune di Firenze, il Premio Columbus 2012 ha raccolto una vasta partecipazione di pubblico (oltre duecento persone nella Sala Brunelleschi) e dei nostri soci ed amici alla conviviale tenutasi al Mediterraneo .

La cerimonia si è aperta al suono delle chiarine, presente il Gonfalone di Firenze con le medaglie assegnate alla città e che ne onorano la storia.

 

Alle vicende comunali ha fatto cenno il Presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani  che ha sottolineato come il trasferimento al Palagio sia solo temporaneo, causa lo svolgimento di altra manifestazione in Palazzo Vecchio.

Giani ha ricordato poi i legami tra le Americhe e Firenze, città di terra ma sempre proiettata verso il mondo grazie ai suoi grandi uomini, scienziati, commercianti, banchieri, navigatori.

Al tema della navigazione si è rivolto il presidente Cobisi ricordando come il coraggio di quanti presero il mare è simbolo di speranza per tutti noi e rappresentato dai premiati di oggi.

L’avv. Azzaroli, coadiuvato dai membri della commissione dott. Fioretto, prof. Noci e dott. Fossi, ha proceduto quindi alla cerimonia di consegna dei premi che ha avuto momenti di alta partecipazione per la serenità che i premiati hanno trasmesso ai presenti con parole che possiamo riassumere in una sola: passione per ciò che si fa. Il prof. Coppi, mantovano di Gonzaga, ha reso omaggio agli scienziati fiorentini e all’intraprendenza della nostra città non senza dimenticare che il mantovano Virgilio accompagnò Dante nel suo viaggio e il fiorentino Leon Battista Alberti fu l’architetto della più bella chiesa di Mantova.

Venire a Firenze, attratti dalle sue bellezze, è stato anche il tema accarezzato dalla prof. Gregori che ha ricordato la sua volontà, fin dai primi studi, di venire qui.

E d’altra parte il m° Capucci ha reso omaggio a Firenze che a lui, romano, ha dato tantissimo fino alla formazione di un museo e della fondazione a suo nome.

La Firenze dei premiati, che non era certo quella appiattita sugli schermi televisivi dai temporanei inquilini dei palazzi del potere né quella dei frettolosi commenti di un noto manager internazionale, è così apparsa terra di approdo e di accoglienza attiva, per costruire qualcosa di autenticamente nuovo con autentica passione per ciò che si fa.

E la passione è anche il tema che unisce la cerimonia alla lezione colombiana del prof. Cardini che ha passato in rassegna le personalità, anche nascoste, dell’epoca di Vespucci e Colombo.

La lezione, di cui il Club riceverà il testo, sarà pubblicata. Vi troveranno, i lettori, una serie di ritratti di persone solo apparentemente minori che – all’epoca delle scoperte geografiche – furono tutte legate a Firenze finché il fiorentino Vespucci dette nome al nuovo continente per l’unanime riconoscimento dei geografi.